Gli espulsi e i sanati

image_pdfimage_print

Si “sanano” gli “irregolari” che hanno un lavoro. Si controlla anche che non abbiano precedenti penali, e che non siano stati espulsi dal nostro e da altri paesi. Fin qui niente di nuovo.
Si viene chiamati in prefettura per il ritiro del permesso di soggiorno o per la comunicazione di archiviazione (quando non viene rilasciato sia per rigetto che per mancata continuità del rapporto di lavoro) spiegandone le motivazioni. Poi è sempre possibile fare ricorso al TAR o che si maturi un altro requisito che dia diritto al permesso di soggiorno. Questo in teoria.
In pratica, in caso di rigetto, l’ultimo passaggio, quello della comunicazione e notificazione dell’archiviazione, viene saltato. Almeno qua a Firenze, la questura, con un comportamento ai limiti della legittimità, convocava gli interessati prima della prefettura. Loro si presentavano ignari (adesso non più, ormai il giochetto è stato scoperto), e venivano rimpatriati sui due piedi.
Non è l’unica “irregolarità” di questa “sanatoria”. Una “incongruenza” fa parte della sua stessa struttura: qualsiasi denuncia di qualsiasi tipo è sufficiente per il rigetto. Se si tiene presente che la presunzione di innocenza fino a condanna, è un principio fondamentale della nostra costituzione, già si capisce dove sta l’ingiustizia. Un’altra sta nella modalità dell’espulsione: essendo spacciata per procedimento amministrativo, all’immigrato viene rifiutata ogni tipo di assistenza legale, anche se nei fatti si ha una restrizione della libertà che non è compatibile con un procedimento amministrativo, e che non è disposta da nessun magistrato.
L’immigrato che poi, dal proprio paese, tenti un ricorso al TAR, lo dovrebbe presentare entro 60 giorni al Consolato italiano: quasi inutili i tentativi, dato l’ostruzionismo mascherato da burocrazia.

REGOLARIZZAZIONE:
PER SAPERNE DI PIÙ
La procedura di regolarizzazione è cominciata, ma dal marzo 2003 la Prefettura non da più informazioni. Gli indirizzi degli sportelli per dare risposta ai cittadini (datori di lavoro e stranieri in attesa di regolarizzazione), senza nessun rischio, sono sul sito della Prefettura (www.prefettura.fi.it) o al Muretto (055/373737)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *