Gli altri zingari

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Siamo una comunità di Sinti, viviamo a Prato e nei comuni limitrofi, siamo circa 300 persone. Quelli fra di noi che sono nati prima del 1945 hanno subito le persecuzioni fasciste e sono stati rinchiusi nei campi “speciali”. Nel dopoguerra siamo arrivati in Toscana e ormai siamo stabili da molti anni a Prato. Molti di noi lavoravano come “giostrai”, ma il desiderio di far studiare i nostri figli e l’obbligo della scolarizzazione ci ha portato a diventare sedentari; le nostre economie sono fragili, alcuni di noi continuano a lavorare con piccole giostre nei mesi estivi. I problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno sono tanti.
A Prato ci sono quattro insediamenti, di cui solo uno, a San Giorgio a Colonica, è provvisto di bagni e docce; gli altri campi hanno solo dei rari gabinetti chimici e niente altro. I gabinetti chimici sono sempre poco funzionali e costano cifre astronomiche per la manutenzione, ci sembra importante creare in breve tempo delle docce e dei bagni “normali”.
Un problema grave che ci troviamo ad affrontare è quello della luce, infatti dal primo gennaio 2002 vogliono installare un contatore per ogni famiglia. Finora abbiamo pagato regolarmente un tot forfettario, adesso col nuovo sistema si dovrà pagare una cifra consistente tutti i mesi, in particolare nei mesi invernali. Noi usiamo quasi esclusivamente stufe elettriche, il pericolo degli incendi e il ricordo dei piccoli sinti e rom morti nei roghi a Prato, a Firenze e in generale nei campi italiani negli ultimi anni è molto vivo per tutti noi, così scegliamo un modo per riscaldarci meno pericoloso, ma non abbiamo muri che ci difendono dal freddo, ma piccole intercapedini di metallo, legno o plastica e le nostre stufe consumano elettricità. Come si farà, con le nostre modeste entrate, a pagare le bollette nei mesi invernali?
A Poggio a Caiano una famiglia si trova in bilico da anni, è per i documenti residente a Prato, ma il Comune di Prato non “riesce” a trovare una sistemazione, così tutta la famiglia da anni e anni vive in un campo “provvisorio” senza servizi, in attesa di una piazzola a Prato!
Il Comune di Montemurlo ha convocato di recente la Consulta, hanno partecipato all’incontro il Sindaco Ivano Menchetti, politici, assistenti sociali, esponenti dell’associazionismo Caritas, Adm, Aizo Rom e Sinti, ecc. Il Comune vuol fare allontanare alcuni nuclei, sostengono che sono abusivi, ma semplicemente sono figli di Sinti che recentemente si sono sposati, desiderano continuare a vivere vicino alla famiglia di origine e non hanno altre alternative possibili.
In tante Università si studia con grande interesse il mondo dei Sinti e dei Rom, anche nella vicina Università di Firenze abbiamo saputo che ci sono due corsi di cultura Rom e l’ONU finanzia ricerche per capire i pregiudizi contro i Rom e i Sinti, ma a Prato è difficile aprire un dialogo autentico per combattere il razzismo e offrire una vita degna di questo nome a noi Sinti che abbiamo subito, ingiustamente, ogni tipo di persecuzione.
Per i Sinti di Prato
Ernesto Grandini e Giancarlo Cancelli

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