23 settembre 2018

Gli affittacamere? Un’assurdità

image_pdfimage_print

“è una spesa folle, senza senso, che non lascia nulla.” Non usa giri di parole
e va dritta al sodo l’assessore all’accoglienza del Comune di Firenze Lucia De
Siervo nel commentare i 950.000 euro spesi ogni anno dall’amministrazione per
dare alloggio a circa 150 persone bisognose presso pensioni o alberghi di
infima categoria. “Lavorerò per cancellare questa politica. Nella mia testa
l’affittacamere non deve esistere. Da quando ho capito la logica che sta
dietro questa operazione di puro assistenzialismo e da quando ho scoperto
quanto incide nel bilancio comunale sono impegnata nel cercare altre soluzioni
per garantire accoglienza a chi non ha casa.”
Brava De Siervo. Dopo 11 anni di continuità amministrativa nella gestione
dell’emergenza casa con gli affittacamere (1995 giunta Primicerio; 1999 giunta
Domenici, 2004 giunta Domenici bis) ecco un assessore che dice basta a questo
scandalo da quasi due miliardi di lire. Una cifra che anno dopo anno ha
garantito un mercato florido agli affittacamere impoverendo il bilancio
comunale di risorse preziose per investimenti a lunga durata, oltre il mero
assistenzialismo, nel settore dell’accoglienza.
Su questo punto l’assessore insiste: “La logica che mette in affittacamere le
persone senza casa è priva di senso. è la stessa logica che spinge una persona
pagare l’affitto per una vita intera senza pensare ad acquistarla con un
mutuo. Alla fine spende un sacco di soldi e non ha niente in mano. Per questo
il Comune di Firenze deve migliorare la sua attività di progetto sul bisogno e
abbandonare l’assistenzialismo fine a se stesso. Tutto ciò tutelando sempre e
comunque in maniera forte chi vive un bisogno contingente. Il comune non vuole
abbandonare chi sta negli affittacamere, ma promuovere una politica più
avanzata, è giusto destinare ad altro i soldi pubblici.”
Le associazioni e il mondo del volontariato da tempo chiedono politiche di
sistema utili a sostituire la poca lungimiranza di approcci improvvisati e
temporanei che poi durano, come in questo caso, per anni. E passare a
politiche strutturali di accoglienza vuol dire investire soldi.
L’assessore De Siervo sembra d’accordo: “La spesa per gli affittacamere è una
spesa grossa che non può divenire una soluzione strutturale anziché
transitoria, magari in attesa di una casa popolare. Insieme all’assessore alla
casa Coggiola stiamo investendo energie per capire quale alternativa trovare.
Purtroppo governiamo una città dove il mercato immobiliare, compreso quello
degli affitti, è un mercato drogato.”
Trovare una soluzione alloggiativa per persone senza mezzi economici adeguati
è una faccenda di difficile soluzione in una città come Firenze dove la
pressione degli investitori speculativi prospera nell’assenza ormai prolungata
di un’amministrazione capace di forti e significative capacità politiche e
progettuali per garantire il diritto costituzionale alla casa.
De Siervo imbastisce un’idea, a cui sta lavorando con l’assessore Nencini
all’interno del piano strategico. “Pensiamo di creare un soggetto insieme agli
imprenditori della città per offrire alloggi ad affitto calmierato. Abbiamo
conosciuto l’esperienza della Fondazione La Casa onlus di Padova, voluta dalla
camera di commercio locale. Come industriali avevano bisogno di forza lavoro e
non volevano perseguire soluzioni ghettizzanti. Così hanno fatto rete creando
la Fondazione, che ha acquisito qualche casa di proprietà, qualche altra in
affitto e si è messa a gestire questo patrimonio a vantaggio dei lavoratori
stranieri. Agli imprenditori fiorentini chiediamo allora di partecipare ad un
progetto simile, anziché costruire alloggi provvisori in container durante
l’apertura dei cantieri. Così rimarranno in eredità alla città abitazioni
frutto dello sviluppo infrastrutturale e di quello occupazionale. Su questo
tema abbiamo già fatto un incontro in Regione”- termina l’assessore – “ci sono
anche diverse associazioni ed altri enti locali interessati alla proposta.”
Buon lavoro assessore, con la speranza che questo tentativo serva a qualcuno e
in attesa di altre proposte che rimettano al centro il diritto alla casa come
diritto fondamentale nel rispetto della dignità di ogni cittadino, che sia
utile o meno al sistema economico.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *