11 dicembre 2018

Gli uffici della Regione Toscana bocciano l'aeroporto voluto da Renzi. Cosa farà ora Rossi?

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“Ennesima e clamorosa stroncatura della nuova pista da parte dei tecnici regionali. Enrico Rossi continuerà a sostenere la nuova pista, contro lo stesso parere dei suoi uffici e dopo la bocciatura dell’Università di Firenze? Sulla vicenda presenteremo interrogazioni, chiederemo un consiglio straordinario e ci riserviamo di ricorrere alla Procura della Repubblica”. Lo hanno detto i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti dopo che nella seduta del 6 novembre scorso il Nucleo di valutazione Impatto Ambientale della Regione Toscana ha espresso il proprio parere sul master plan dell’aeroporto di Firenze, alla luce delle ultime integrazioni da parte di Enac.

“I tecnici anche in questo caso, così come già nel parere espresso nel giugno scorso, hanno constatato che non c’è un livello di definizione sufficiente per poter esprimere un parere positivo”. “In questa situazione gli uffici non se la sono neppure sentita di dare prescrizioni, dato che le prescrizioni sarebbero equivalse a dare un parere positivo”.*

“In sostanza gli uffici ci dicono che tali e tante sono le criticità, le incoerenze urbanistiche e le incompatibilità (dettagliatamente espresse nel quadro sinottico) che non è possibile dare la luce verde al progetto di nuova pista”. “ENAC e Toscana Aeroporti Spa non hanno minimanente tenuto conto dei rilievi e delle richieste di “integrazioni” degli uffici regionali e hanno presentato la nuova versione del progetto come se nulla fosse stato detto, scritto e richiesto: come se i tecnici non avessero rilevato la scorsa estate un numero impressionante di criticità, a cui si sarebbe dovuto dare risposta e soluzione”.

“Il Nucleo rileva che per una serie di progetti la documentazione non è contestualizzata e ciò non consente di valutare interferenze, impatti e relative mitigazioni”. “Vi sono criticità su ogni aspetto: sui livelli di rumore attesi, sulla cantierizzazione, sulle emissioni d’inquinanti in atmosfera, vibrazioni e radiazioni elettromagnetiche e conseguenti rischi per la salute pubblica, sul Fosso Reale e in generale per il rischio idrogeologico, sulle terre di scavo, sulla viabilità, per il parco agricolo della Piana, per il sito Unesco “Ville e Giardini storici medicei“ e per il lago di Peretola”.

“Tutto ciò si aggiunge – continuano Fattori e Sarti – alla nuova documentazione dell’Università di Firenze, che il 3 novembre ha trasmesso una serie di contro osservazioni al Ministero dell’Ambiente rispetto al nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Firenze, molto critiche e dense di preoccupazione, in un corposo e dettagliato lavoro di quasi 200 pagine”.

“Una vera e propria bomba, che lascia come minimo esterrefatti, poiché in sostanza la nuova pista di Firenze sarebbe davvero l’unica al mondo a essere costruita e disposta in posizione perpendicolare rispetto ai venti prevalenti, con altissimi rischi e un’assurdità oltre che una patente violazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile”. “E non è neanche considerato l’elevatissimo rischio per chi studia e lavora nel Polo scientifico dell’Università: la legge vieta di costruire scuole, università, ospedali o altri edifici con alta densità di popolazione nei pressi di un aeroporto ma secondo ENAC si potrebbe fare il contrario, ossia costruire una pista accanto ad un così detto “obiettivo sensibile”.” “Insomma, i dati forniti dall’Università sembrano mostrare inequivocabilmente come l’intero progetto a oggi sia dal punto di vista tecnico del tutto infondato e presenterebbe anche il non rispetto delle leggi vigenti”.

“Rossi continuerà a sostenere la nuova pista, contro lo stesso parere dei suoi uffici?” “A quanto di nostra conoscenza il Presidente e la sua Giunta, nonostante quanto accaduto, sarebbero intenzionati ad andare avanti e sarebbe una delle rare volte, se non addirittura la prima, che non si tiene conto del parere sostanzialmente negativo del Nucleo d’impatto ambientale regionale”. “Fatto gravissimo anche dato che il parere deve comunque essere allegato all’apposita Delibera di Giunta che dovrà essere trasmessa al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dei Beni Culturali”. “E se non ci sono i presupposti, il Ministero potrebbe non procedere”. “E questo dopo aver negato il processo partecipativo che era stato promesso e votato dal Consiglio regionale, e dopo aver di fatto smentito l’integrazione al PIT che non prevedeva certo la pista di 2400 metri che ENAC propone”.

“ENAC inoltre è costretta ad ammettere un certo numero di sorvoli sulla città di Firenze, ma di questi sorvoli non sono minimamente calcolati l’impatto ambientale, l’inquinamento atmosferico e acustico”. “Nelle integrazioni, tra l’altro, la pista è definita perentoriamente come monodirezionale, ma poi, nel progetto definitivo, è formalmente prevista come pista bidirezionale”.

Il capogruppo del Sì Tommaso Fattori aggiunge: “ho già chiesto alla Commissione Ambiente del Consiglio regionale di poter udire il gruppo di lavoro dell’Università di Firenze, ma adesso chiederò di udire anche i tecnici del Nucleo”. “Al contempo sto chiedendo la convocazione di un consiglio regionale straordinario, perchè su fatti di questa dimensione e gravità non basta una pur necessaria comunicazione immediata della Giunta, come le opposizioni congiuntamente chiederanno oggi, nè basteranno le doverose interrogazioni che sto preparando”. “Fatte tutte le verifiche del caso, mi riservo di presentare un esposto alla Procura della Repubblica, dato che potrebbero configurarsi seri elementi di reato”.

“Tuteleremo la salute pubblica e l’ambiente ad ogni costo”.

*Il parere espressamente negativo, d’altronde, non è possibile, cioè che è consentito è la formula espressa dal comma 3 bis dell’art.26 del DL152/06, che recita: “3-ter. Nel caso in cui il proponente non ottemperi alle richieste d’integrazioni da parte dell’autorità competente, non presentando gli elaborati modificati, o ritiri la domanda, non si procede all’ulteriore corso della valutazione.”.

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