Gli obiettori di coscienza sono con le Piagge

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La mozione del Coordinamento politico degli obiettori di coscienza alle spese militari per la difesa popolare nonviolenta (OSM-DPN), sotto riportata, affrontando la vicenda Don Santoro-Piagge, tocca i seguenti punti:
1- la solidarietà personale a Don Alessandro Santoro, prete

2- la solidarietà alla Comunità delle Piagge, sotto attacco da parte delle gerarchie ecclesiastiche

3- il riconoscimento che la comunità delle Piagge funziona applicando i principi alla base dell’obiezione di coscienza
4- la laicità così come praticata alle Piagge favorisce il dialogo tra credenti e non credenti
5- il riconoscimento che le comunità di base possono rappresentare una struttura importante per la difesa popolare nonviolenta

6 – la proposta di una assemblea nazionale, da copromuovere eventualmente con le comunità di base, sulla problematica antimilitarista, antinucleare, disarmista, di alternativa nonviolenta.

l dibattito, cui hanno partecipato Fiorello Cortiana, ex senatore dei Verdi, Vittorio Bellavite, di Noi Siamo Chiesa, e Don Santoro medesimo, ha evidenziato da parte di alcuni interventi la preoccupazione di non ingerirsi in aspetti dottrinali non di spettanza di laici esterni alla Chiesa e comunque non attinenti ad una Campagna focalizzata sull’obiettivo specifico dell’opzione fiscale antimilitarista.
E’ stato chiarito che questa preoccupazione è ben presente nel documento in modo esplicito ed inequivoco. Il documento esteso richiama fatti ed evidenzia punti politici non scontati e di grande rilievo per il nostro impegno disarmista. Se ne sta preparando una versione più “snella” da adibire a comunicato-stampa.

Mozione di Solidarietà con Don Santoro e le Piagge. Proposta alle Comunità di Base di un incontro nazionale delle sull’obiezione come via per il disarmo e la Difesa Popolare Nonviolenta

Il Coordinamento politico degli obiettori di coscienza alle spese militari per la difesa popolare nonviolenta (OSM-DPN), riunitosi a Milano il 22-11-09

appoggia la lotta della Comunità di Base delle Piagge, rivolta “dialogicamente” nei confronti della Curia di Firenze, che ha l’obiettivo di reintegrare Don Alessandro Santoro, animatore e pastore della comunità, obiettore bancario ed obiettore alle spese militari, nel cappellanato e nelle opere sociali da cui è stato allontanato per decisione dell’arcivescovo Giuseppe Betori.

Ci è noto che il vesvovo ha inteso ufficialmente sanzionare – a suo dire lievemente  (non è stata inflitta la sospensione a divinis) – con una specie di esilio il giovane prete per la “colpa” di aver unito in matrimonio religioso Sandra Alvino, nata uomo, con Fortunato Talotta, già sposati con rito civile (nel 1983, nel carcere di Sollicciano) sulla base di una interpretazione del diritto canonico, che giudichiamo formalistica e spietata nei suoi effetti concreti.

La conseguenza di questa sanzione eccessiva, che deploriamo fortemente, è l’attacco ad una esperienza di vita collettiva vissuta alla luce del Vangelo, che si è fatta pane spezzato per i poveri, gli emarginati, gli oppressi attraverso le iniziative fiorite in quel quartiere periferico, capaci di coinvolgere e rendere protagonisti attivi di riscatto dall’emarginazione buona parte dei suoi 9.000 abitanti.

Se c’è una realtà che costruisce dal basso la pace anzichè la guerra questa è proprio le Piagge con la sua gente povera e variopinta (le tre Emme: la multiculturale, multirazziale e multietnica, qui trovano un campionario perfetto), ma unita nella laboriosità dei microcrediti mutualistici, delle cooperative di produzione e lavoro, dei centri sociali e di aiuto per per i disabili, gli anziani, gli ex detenuti, gli immigrati…

In questo cammino comunitario che mette al centro la soggettività delle singole persone riconosciamo una profonda affinità con l’idea fondamentale su cui poggia la nostra Campagna: il principio, difeso con anni di lotte, di testimonianze pagate economicamente, ma anche con il carcere, di una responsabilità individuale non delegabile, esercitata liberamente nei confronti del bene comune umanità che va salvaguardata dal rischio supremo della guerra, dissociandosi da tutta l’infrastruttura che la alimenta.

La protesta contro la decisione del vescovo Betori, forse ingiusta dallo stesso punto vista dottrinale (ma precisiamo e sottolineamo che non è di nostra competenza questo tipo di valutazione), comunque sproporzionata rispetto alle opzioni possibili, e sicuramente abusiva per quel che riguarda l’interdizione ad “Alessandro-prete” dal mantenere le cariche e lavorare nelle cooperative sociali, non deve, a nostro avviso, restare ristretta in un ambito locale.

Non mancherà, di conseguenza, il nostro contributo alle iniziative che saranno da varie parti ed in varie località organizzate per generalizzare la contestazione (anche dove possibile, dietro nostra sollecitazione diretta): la prevaricazione di una gerarchia lontana dalla gente e vicina ai Palazzi, che ha applicato il “Sabato contro l’uomo”, rischiando disorganizzare e scompaginare un prezioso tessuto di relazioni fraterne fra persone, deve incontrare ovunque la giusta resistenza e noi, nei limiti delle nostre forze, faremo in questo la nostra parte di obiettori organizzati.

Il nostro punto di vista di obiettrici e di obiettori alle spese militari non è – lo ripetiamo ancora – quello di entrare nelle vicende interne del funzionamento della Chiesa, libera di autodeterminarsi come le pare secondo i propri statuti sovrani; ma sentiamo pressantemente ed urgentemente il dovere di difendere una esperienza popolare verso la democrazia partecipativa ed il “buenvivir” economico e sociale che giudichiamo validissima ed esemplare per diversi aspetti.

Una Chiesa che percorre la strada della restaurazione anti-conciliare non favorisce il dialogo laici-cattolici e contribuisce al degrado complessivo del clima sociale e culturale, che vede montare, fomentata dai “poteri forti” e dagli imprenditori politici della paura, la guerra di tutti contro tutti, ed in particolare la guerra dei penultimi contro gli ultimi.

Un aspetto che rimarchiamo nel lavoro quotidiano delle Piagge è, al contrario ed in controtendenza, la pratica della laicità come incontro tra diversi, credenti in Cristo e credenti in altro; una laicità del dialogo sui valori nella prassi, costruita nell’aiuto concreto agli ultimi, nel ruolo essenziale della partecipazione popolare, nella sperimentazione di modalità altre, rispetto al consumismo, al potere autoritario e al successo mediatico, di perseguimento della felicità individuale e collettiva.

Non è un caso che le Piagge abbiano ospitato iniziative come come “Democrazia, Km Zero”, che ha riunito i movimenti della resistenza alle Grandi Opere e le sperimentazioni dell’altra economia per interrogarsi sulla fondazione di un’altra politica possibile; e come la 28 ^ Assemblea OSM, che ha discusso su come lavorare, nel tempo della crisi, per il superamento del sistema militare.

Non è un caso che alle Piagge sia nata la Rete Lilliput e sia stato assicurato supporto logistico al Forum Sociale Europeo. E si potrebbe continuare.

Non è un caso che la Comunità abbia preso posizione a favore dell’obiezione di coscienza antimilitarista quale via eticamente responsabile e politicamente efficace per ottenere la conversione delle spese militari in spese sociali e per sollecitare, con la conquista dell’opzione fiscale, un modello alternativo di difesa; ed abbia indicato Alessando Santoro – prete, quale proprio rappresentante nel Coordinamento Politico OSM-DPN.

Di questo modello di difesa non armato e nonviolento le esperienze delle Comunità di Base, in quanto veicoli di coesione sociale e di costruzione dell’unità popolare nella ricerca della giustizia, possono rappresentare una STRUTTURA importante, collegata al concetto di Difesa Popolare Nonviolenta di base, avanzato, delineato e ribadito nelle ultime assemblee degli Obiettori alle Spese Militari.

Le Comunità di Base possono dare un contributo importante per concretizzare gli obiettivi su cui è nato “Fermiamo il Fuoco Atomico”, articolazione autonoma della nostra Campagna, tra i quali va annoverato anche l’impegno “perché i rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica Tabù e Peccato, un crimine contro l’umanità come tale assolutamente non giustificabile“.

Per sollecitare una riflessione ed un impegno delle Comunità di base a livello nazionale su questa problematica antimilitarista, antinucleare, disarmista, di alternativa nonviolenta il Coordinamento Politico verifica la possibilità di copromuovere un incontro nazionale, all’insegna del dialogo tra i credenti in Cristo con i militanti Satyagrahi della nostra Campagna, da tenersi orientativamente nella Primavera del 2010. Un punto cruciale di questa riflessione da avviare, che proviene proprio dalla pratica del microcredito delle Piagge, è il rapporto tra obiezione bancaria ed obiezione antimilitarista: anche attraverso il denaro male affidato (alle cosiddette “banche armate”) e male investito avviene la collaborazione – più o meno consapevole – con la produzione, il commercio e l’accumulo di armi.

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