Gli invisibili e gli incapaci di vedere. Da Italo Calvino alle Piagge

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Francesca Serra è una dei maggiori studiosi del grande scrittore e intellettuale che, con commozione e ringraziandola, pubblichiamo.

Con gli occhi bendati
di Francesca Serra

Italo Calvino
Italo Calvino

Alessandro Santoro cita durante la sua ultima messa alle Piagge il suo libro preferito: Le città invisibili, di Italo Calvino. Mentre sta per diventare invisibile. In questa parte invisibile della città. Per decisione di un potere invisibile che governa un enorme regno in disfacimento. Kublai Kan dovrebbe sapere che cacciando in esilio Marco Polo, il suo giovane ambasciatore che vive nelle periferie, così diverso da tutti gli altri, non avrà più notizie da qui. Di donne e uomini, di uomini che diventano donne, di stranieri che sono già cittadini, di estranei che formano comunità. Non saprà più nulla di tutto questo, se rinuncia agli occhi aperti del suo ambasciatore, alla sua presenza laggiù e al suo racconto. Se rinuncia, soprattutto, alla sua diversità. E un giorno, quando Marco Polo avrà finito di meditare per punizione in qualche posto invisibile, quando forse avrà deciso di abbandonare i confini militari di quel regno, Kublai Kan sarà preso da un senso di vuoto, da una vertigine un po’ disperata. Per non sapere più dove si trova il suo popolo. Per non averlo fatto durare, non avergli dato spazio. Perché Marco Polo, giorno dopo giorno, gli additava chi e che cosa in mezzo all’inferno non era inferno: senza di lui, l’imperatore si è cavato gli occhi e ha bendato quelli di dio.

0 Comments

  1. Daniela

    Presto, presto! Devo devo devo subito leggere LE CITTA’ INVISIBILI….. già Calvino era per me un grande, figuriamoci il piacere doloroso che mi fa leggere ora questa trasposizione da Marco Polo a Don Alessandro….
    Bellissimo, Francesca Serra, bellissimo regalo che ci fai, ora che ci vogliono portare via chi ci “additava che e che cosa in mezzo all’inferno non era inferno”…
    Ma non finisce qui!
    Ciao e grazie…
    Daniela

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  2. Pingback: Betori e l’uso dell’informazione. Il caso Momigli/Nazione e alcune domande in cerca di risposta | l'Altracittà

  3. catia

    grazie francesca, mi sono profondamente commossa nel leggere il tuo articolo.Nn ci arrenderemo , continueremo a vivere in mezzo all’inferno con gli occhi di Dioe insieme ti faremo tornare dolce Ale.Un abbraccio

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