15 dicembre 2018

Gli alberi… ahi, ahi, ahi…

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di Duccio Tronci

Ha lasciato il segno la mancata approvazione, in Consiglio Comunale, della mozione sulla sospensione del taglio degli alberi nell’area ex-Macelli, presentata da Ornella De Zordo di perUnaltracittà e sottoscritta da Valdo Spini e Tommaso Grassi del gruppo “Spini per Firenze”. 18 favorevoli (i consiglieri del Pdl e Mario Razzanelli oltre ai tre firmatari della mozione), 20 contrari (tutti i consiglieri presenti della maggioranza) oltre che un astenuto di maggioranza (Eros Cruccolini).

Per molti sembrava scontato approvare un atto che avrebbe semplicemente stoppato le motoseghe, almeno fino a che non si fosse dato un ok definitivo al progetto del sottoattraversamento. In quella zona, infatti, dovrebbe sorgere la nuova stazione Tav disegnata dall’architetto Norman Foster. Certo l’ipotesi del tunnel è ora più vicina dopo che la maggioranza di Palazzo Vecchio si è espressa lunedì a favore del progetto, sconfessando in qualche modo il sindaco Renzi, che poco prima aveva aperto alla discussione per una valutazione delle varie ipotesi.

Ma ad oggi non sono ancora stati effettuati tutti i passaggi necessari per dare il via formale all’opera. Il taglio delle piante, quindi, non è affatto certo. E’ altrettanto chiaro però, che in queste settimane estive in cui i lavori procederanno, sono in molti a temere un’accelerazione, e ad avere dubbi sul destino dei 163 alberi. La notizia del mancato blocco formale dell’abbattimento ha però mandato su tutte le furie gli ambientalisti, i comitati, e le associazioni che in questi anni si sono battuti per la salvaguardia della salute e del verde pubblico in città. Ieri si è scatenata la loro ira. Ognuno ha detto la propria, ma il filo conduttore è comune: “Non si può certo rischiare di buttare giù gli alberi, specie senza sapere se sia realmente indispensabile”.

Ecco perché molti di loro hanno persino voluto conoscere, consigliere per consigliere, i nomi di quelli che hanno votato contro. Per salvare le 163 piante nei giorni scorsi l’associazione ambientalista Idra aveva lanciato una petizione, che in città aveva raccolto già diverse firme. Molto dura anche la lettera che Riccardo Panerai del comitato dei genitori della Rodari ha scritto proprio ieri al sindaco Renzi. La scuola sorge a poche decine di metri dalla zona dove si realizzeranno i lavori, e i bambini rischiano di subire il pesante inquinamento che comporta la realizzazione dell’opera.

“Ci aspettavamo che il Matteo Renzi conosciuto in campagna elettorale, ora Sindaco – scrive Panerai – avesse più forza, che mantenesse l’impegno di convocarci entro la metà di luglio, come promesso e ribadito”. Proprio nei giorni precedenti lo stesso comitato aveva presentato un proprio progetto per realizzare un parco nell’area ex-Macelli, anziché cementificarla. “Da parte nostra garantiamo la piena disponibilità ad un incontro, ma pure la nostra determinazione ad assumere ogni iniziativa, anche a livello legale, laddove non venga fornito alcun riscontro, prima della riapertura dell’anno scolastico, alle osservazioni ed alle richieste da noi formulate”.

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