Giorno della Memoria: per l'Olocausto, ma anche per i danni del liberismo

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Il 27 gennaio è il giorno della memoria: per non dimenticare coloro che persero la vita nei Lager, per non scordare persone innocenti perseguitate da quella che fu drammaticamente una reale ed insensata ideologia.
L’olocausto ha lasciato un segno indelebile nella sensibilità umana, e nella sua tanto ostentata ragionevolezza. E proprio perché l’uomo sembra poter distinguersi dall’animale, tutto ciò non deve solo essere condannato, ma anche giustamente ricordato. C’è da ricordare però che un altro olocausto indiretto, meno lampante, quasi silente, ma non per questo meno drammatico, è quotidianamente in corso senza che molti se ne stiano preoccupando e senza che molti ne stiano parlando: decine di milioni di vite umane nel mondo muoiono perché qualche ideologia suprema deve avere la meglio, perché qualcuno per la bramosia di potere, per il controllo dell’acqua, della terra o del petrolio riesce ad uccidere, a reprimere, ad annientare.
Esseri umani ridotti a pelle ed ossa, esseri umani schiavizzati, bambini colpevoli di essere nati in un Paese sbagliato, nel momento sbagliato, destinati, come le vittime degli stermini nazisti, a pagare ingiustamente un prezzo troppo alto solo per essersi trovati sulla strada percorsa da quei pochi che per perseguire un fine illegittimo doloroso ed arbitrario fanno finta di niente, fanno finta di non sapere.
Spero quindi che il 27 gennaio non sia solo la testimonianza per le atrocità passate, ma sia anche il giorno in cui ci fermiamo, riflettiamo e facciamo il punto sugli olocausti che ci stanno quotidianamente di fronte.
La storia dovrebbe insegnare, ma qualcuno non ha neanche imparato il rispetto per la Vita, che è importante quanto il ricordo.
Marco Nannipieri

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