Giornali, tv e la caccia all’uomo nero

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Si è svolto recentemente a Firenze l’incontro “Media e diversità culturale – dall’esclusione alla partecipazione”, promosso dal Cospe nell’ambito della presentazione del rapporto sulla settimana europea di monitoraggio dei media (24-30 novembre). Tale iniziativa ha coinvolto associazioni e singoli individui in sette regioni che hanno esaminato testate della carta stampata e televisive con una particolare attenzione alla realtà locale.
Dal rapporto emerge che la figura del migrante viene legata a fatti di criminalità/criminosi, di violenza, clandestinità, devianza in quanto la stampa locale sembra occuparsi dei cittadini immigrati solo quando costituiscono fonte di disagio o problema per la comunità. Si sottolinea una totale assenza di pluralismo (non si ascolta mai la voce di tutti i soggetti coinvolti) associata ad una descrizione superficiale dei fatti avvenuti. è il festival degli stereotipi. Sfortunatamente in Italia non esiste ad oggi un codice di condotta specifico sulla rappresentazione dei cittadini di origine immigrata nei media. La nostra percezione ed il nostro atteggiamento filtrano la realtà dando vita a soggetti tanto “pericolosi” e “parassitari” quanto contorte siano le nostre menti.
Un’informazione interculturale sembra ormai irrinunciabile se desideriamo intraprendere insieme un cammino di pace e convivenza.

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