Gioco d'azzardo, si comincia da piccoli? Slot machine "finte" all'area bimbi del Parterre

image_pdfimage_print

“Tra i giochi per i piccoli anche slot machine”.Si infuria don Stinghi: “Intollerabile, il Comune li faccia rimuovere”. De Zordo: “Sono ad alto rischio”

Maria Cristina Carratù da Repubblica Firenze

Chi non conosce Mondobimbo, il padiglione di giochi per bambini stanziato da anni al Parterre? Chi non ci ha portato i figli a saltare dai castelli gonfiabili, tuffarsi nella piscina di palline o festeggiare un compleannotuttocompreso? Peccato che dentro il piccolo paradiso riservato ai più piccoli si trovi anche qualcosa che assomiglia troppo a una sala giochi. D’azzardo. Niente che rientri in questa definizione a termini di legge, ma certo, come rivela la stessa insegna all’ingresso («Gioca e vinci», «Sfida la fortuna», «Sala Giochi a tickets») abbastanza da suscitare la preoccupazione di alcune mamme del quartiere: «Mi sono accorta che mio figlio di 5 anni mi chiede di continuo spiccioli per giocare soprattutto a una macchinetta, quella verde con la leva» racconta Anna Maria, madre del piccolo Davide, indicando una specie di rana con la bocca spalancata da cui spunta il tipico nastro a ruota.

«Ho guardato meglio», spiega, «e ho capito che è una vera e propria slot machine, dove vincere o perdere è solo questione di fortuna». E poco importa che dallo sportello in basso non escano soldi, ma biglietti di carta: cumulando i ticket, infatti, il bambino vince uno degli allettanti premi in mostra, dallo spazzolino da denti griffato, al Nintendo, a una bicicletta. «Quanto basta per spronarli a continuare» protesta la mamma.

E dire che lì accanto, nella stessa area, ci sono anche giochi di vera abilità, che premiano chi ricaccia più fintetalpe nelle tane, o riesce a infilare un anello nella bacchetta magica di Mago Merlino. Ma perché affiancare ad innocui passatempi quelli che, magari blandamente, invitano a un primo passo nell’ammaliante mondo dell’azzardo? «Macché azzardo» replica la titolare di Mondobimbo, Monica Botarelli, «questi giochi non prevedono vincite in denaro e comunque sono autorizzati, abbiamo vinto il bando del Comune per l’occupazione di suolo pubblico come spettacolo viaggiante, e il permesso per il padiglione di intrattenimento con le attrezzature consentite dal ministero».

Tutto in regola, dunque? «In regola o no, questi giochi non sono tollerabili» protesta don Giacomo Stinghi, parroco della Madonna della Tosse, di fronte al Parterre, e fondatore del Ceis, il Centro di recupero in prima linea sul fronte delle dipendenze e della prevenzione. «Dietro l’apparenza innocua» avverte «invitano i piccoli a entrare in un giro seducente, da cui è poi difficile uscire». Stinghi annuncia che mobiliterà parrocchia e quartiere e non si fermerà «finchè il Comune non li avrà fatti rimuovere, che siano o no in regola con la legge». «Non è questione di legalità formale» insorge anche la consigliera comunale di Unaltracittà Ornella De Zordo, «se pure non fossero definibili d’azzardo per legge, sono giochi comunque ad alto rischio, che il Comune, in nome della sicurezza dei bambini, deve imporre al gestore di eliminare».

Un compito non da poco, per Palazzo Vecchio, pure fra i primi Comuni d’Italia ad aver varato un regolamento che impone forti limitazioni all’apertura di sale giochi, «proprio a tutela dei minori», come ricorda il vicesindaco Dario Nardella, ma che deve confrontarsi con le leggi nazionali tutt’altro che limitative dei giochi d’azzardo. «In ogni caso, annuncia Nardella, «faremo subito una verifica, e se davvero risulterà che quei giochi inducono i bambini a sfidare la fortuna, quando anche fossero previsti dalla legge andranno considerati discutibili e inopportuni». Con quali conseguenze, «sarà da stabilire in sede politica», magari insieme a tutti gli altri Comuni.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *