Giochi puliti

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In vista delle prossime Olimpiadi di Atene Clean Clothes Campaign, in collaborazione con l’ong inglese Oxfam e le Global Unions (federazioni sindacali internazionali), lancia la campagna Play fair at the Olympics. Da un’indagine effettuata emerge infatti come le multinazionali dell’abbigliamento sportivo si affrontino al massimo ribasso dei prezzi al dettaglio, con gravi conseguenze per i lavoratori: orari massacranti, paghe da fame, precarietà, nessuna garanzia sociale, danni alla salute. La campagna si rivolge al Comitato olimpico internazionale (CIO), ai comitati olimpici nazionali, a marchi più o meno noti dello sport che vestono squadre nazionali o campioni olimpionici, o che sono fornitori ufficiali delle olimpiadi: dal sito www.fairolympics.org – dove tra l’altro si può scaricare l’indagine completa – è possibile inviare mail a queste aziende e al CIO per sollecitare impegni tangibili per rapporti di lavoro dignitosi nella catena della subfornitura, sia per i prodotti destinati al mercato sia per quelli destinati alle forniture e alle promozioni olimpiche. Ogni settimana vengono proposti a rotazione tre marchi a cui inviare una mail. Visitando il sito almeno un paio di volte si può essere certi di avere inviato una mail a tutti. I marchi italiani in questo momento devono essere tenuti particolarmente sotto pressione poiché non hanno ancora dato alcuna risposta agli organizzatori della campagna.

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