Genova: voto per tutti nel 2007

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di Gabriel Ivan e Giorgio Giorgi

Sogno o realtà? Estendere il voto amministrativo agli immigrati residenti, ovvero “elaborare entro la fine dell’anno una proposta di modifica dello statuto del comune di Genova che preveda il diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini stranieri di provenienza extracomunitaria o apolidi residenti nel territorio comunale”. Questo è l’impegno assunto dal sindaco di Genova Giuseppe Pericu, dopo che il 16 settembre scorso il consiglio comunale ha approvato un primo documento di indirizzo per l’estensione del diritto di voto.
A questo risultato si è giunti attraverso un percorso originato da quell’incontro tra politica e società civile, da quella fusione di valori etici, sociali, umani e politici, che ha trasformato il consenso in atti amministrativi. Un percorso a cui hanno partecipato 63 organizzazioni e centinaia di intellettuali, amministratori pubblici, esponenti di partiti. Se la modifica passerà, come è probabile, a Genova gli immigrati potranno votare già dalle prossime elezioni nel 2007.
La mozione presentata dal centrosinistra e approvata dal consiglio comunale di Genova assegna al sindaco in prima persona il compito di “elaborare proposte di modifiche dello statuto comunale che recepiscano – in generale – i principi esposti nella Carta europea dei diritti dell’uomo del 1998”. Ma la Carta Europea non è l’unico precedente normativo. La Convenzione di Strasburgo del 1992 prevedeva che “gli stranieri e gli apolidi residenti in Italia, in possesso di titolo di soggiorno in corso di validità e di passaporto o di documento di viaggio equipollente, dopo tre anni di soggiorno regolare nel territorio dello stato hanno il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni regionali, provinciali e comunali nonché nelle altre elezioni per organi di enti locali”.
Per quale motivo, allora, persone che rispettano i doveri previsti dalla nostra legislazione non devono avere gli stessi nostri diritti? Persone che hanno deciso di apportare la loro cultura, di investire la propria esistenza nel nostro Paese, non possono scegliere democraticamente il sindaco, la persona che meglio li rappresenta e nella quale identificano le loro aspettative? Sono soltanto detentori di diritti monchi da utilizzare per la compiacenza di questa o quella parte politica?
Il sindaco di Genova ha aperto il cammino verso una “nuova scelta” che auspichiamo venga adottata quanto prima anche a Firenze perché il pieno diritto di cittadinanza per ogni essere umano, qualunque sia il colore della sua pelle, il suo luogo di nascita non può essere negato da questa città cosmopolita che vanta ideali democratici, di libertà, di rispetto del valore dell’esistenza umana e ama la ricchezza dell’incontro tra culture, in un unico abbraccio per i diritti di tutti.

CONSIGLIO PROVINCIALE, ALCUNI CHIARIMENTI
· Il regolamento prevede che le donne elette nel Consiglio degli Stranieri potranno eleggere una loro rappresentante alla commissione pari opportunità del Consiglio Provinciale.
· Il criterio di formazione delle liste del Consiglio provinciale degli Stranieri, è definito in base agli obiettivi e al programma e non all’appartenenza geografica.
· Non è previsto il lavoro in commissioni nate all’interno del Consiglio degli Stranieri, ma è auspicabile che questo avvenga e che il regolamento venga modificato in questo senso.
· Il Consiglio Provinciale degli Stranieri può inviare un rappresentante in ogni comune della Provincia, qualora questo lo richieda.
È da decidere ancora la sede del Consiglio. (g.s.)

E ALLA REGIONE?
Il voto agli immigrati nel nuovo Statuto della Regione Toscana?
Mentre a Firenze un Consigliere comunale propone di dare il voto agli immigrati per l’elezione dei Consigli di Quartiere, un’altra possibilità interessante arriva dal gruppo dei consiglieri regionali DS: dare agli stranieri residenti la possibilità di votare per le elezioni amministrative regionali.
Per ora è solo una proposta, in parte già contenuta nella bozza dello Statuto: nei Principi (estensione della partecipazione a tutti i cittadini residenti) e per le Elezioni (uno degli emendamenti proposti riguarda appunto l’estensione del voto a tutti i residenti). Noi speriamo che il diritto di voto agli immigrati almeno per le elezioni regionali sia presto una realtà. (m.s.)

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