Genova, processo al movimento

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Le novità da Genova sono due. La prima è che il 2 marzo è partito il processo contro 25 manifestanti; la seconda è che è stata finalmente fissata l´udienza preliminare per l´inchiesta sulla Diaz: sarà sabato 26 giugno.
Il processo ai 25 è difficile e controverso. Lo sapevamo. Fra gli imputati ci sono persone accusate per episodi estranei alle iniziative del Genoa Social Forum e a volte in contrasto ad esse. Ma tutti e 25 devono rispondere di un´accusa abnorme, devastazione e saccheggio, che comporta una pena minima addirittura di otto anni. Il rischio di un accanimento giudiziario, per arrivare a una sentenza esemplare, è evidente, e proprio i casi degli imputati ‘più compromessi´ saranno la leva – in aula e fuori dell´aula – per inscenare un grande processo ai manifestanti di Genova 2001, e non solo ai 25. Le avvisaglie ci sono già e sono molto chiare.
C´è Fini che accusa la magistratura di avere messo sotto inchiesta più poliziotti che manifestanti, c´è il Comune di Genova che si costituisce parte civile in modo goffo e poco trasparente (sbagliando oltretutto la forma dell´atto amministrativo, costringendo così il tribunale a respingere la richiesta), ci sono i giornali che parlano di “processo ai black bloc” fingendo di non sapere che nessuno dei 25 ne faceva parte, ci sono voci che escono dalla procura e parlano di altre decine di arresti in arrivo per i fatti del luglio 2001.
L´unica nota buona, per il momento, è che il tribunale ha accettato di ascoltare quasi tutti i testimoni (un centinaio) indicati dagli avvocati difensori: si va da Gianfranco Fini e gli altri deputati di An presenti nella centrale dei carabinieri, a Vittorio Agnoletto e altri portavoce del Gsf fino al funzionario di polizia che ordinò la carica di via Tolemaide contro il corteo delle tute bianche (l’episodio che scatenò i disordini sfociati nell´uccisione di Carlo Giuliani in piazza Alimonda).
La notizia è buona perché simili testimonianze permetteranno di inquadrare i fatti contestati nello scenario delle strade e delle piazze genovesi nei giorni del G8, mentre l´accusa finora si è limitata a valutare gli episodi, sulla base di immagini e foto, indipendentemente dal resto, come se fossero avvenuti in un deserto.
Sarà una battaglia lunga e sfibrante, che a un certo punto si intersecherà con i processi per la Diaz e Bolzaneto. L´aula bunker di Genova vivrà giornate molto particolari. A giorni alterni si avvicenderanno sul banco degli imputati i 25 manifestanti, altissimi dirigenti di polizia, decine di agenti e funzionari, probabilmente un medico (per Bolzaneto), con giornate d´intervallo per consentire un importante processo ‘normale´ in corso a Genova contro la ‘mafia albanese´.
Per dare un´idea di quanto sarà lungo il percorso giudiziario, basta pensare che il giudice incaricato di valutare le richieste di rinvio a giudizio per la Diaz ha ‘prenotato´ trenta udienze, a partire dal 26 giugno. Trenta udienze solo per decidere se fare il processo. Il motivo? L´inchiesta è complessa, gli indagati una trentina, la ricostruzione delle singole posizioni molto problematica. C´è da immaginare quanto sarà lungo e difficile il processo: decine di testimoni da ascoltare, prevedibili eccezioni procedurali d´ogni tipo, il probabile tentativo di sospendere il processo per chiedere di spostarlo a Torino (in base alla legge Cirami), senza contare gli impegni parlamentari di alcuni avvocati scelti dai poliziotti indagati (Alfredo Biondi e Ignazio La Russa). Ci vorrà molta pazienza.

Per altre informazioni: www.veritagiustizia.it

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