Genova, ora tocca agli intoccabili

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La parola è davvero passata ai giudici: d’ora in poi il G8 di Genova è anche un caso giudiziario fra i più spinosi di questi anni. Con l’avvio, il 26 giugno, dell’udienza preliminare per i fatti della Diaz, nell’aula bunker del tribunale di Genova sono comparsi i primi imputati eccellenti, a cominciare dal capo dell’Antiterrorismo, Francesco Gratteri.
I 29 funzionari e dirigenti sperano ancora di risparmarsi il processo, ma sembra difficile che il giudice stabilisca di ‘assolvere’ qualcuno durante l’udienza preliminare. Il quadro delle accuse pare ben costruito e argomentato: a partire dal 23 settembre i pubblici ministeri lo illustreranno in aula, poi il giudice fisserà la data del processo vero e proprio. Gli alti dirigenti imputati sembrano decisi a far pesare tutto il loro potere e le protezioni di cui hanno goduto fin qui. Quelle protezioni che hanno permesso ai vari Gratteri, Caldarozzi, Luperi, Mortola di essere addirittura promossi, nonostante quanto accaduto alla Diaz. Sono venuti in aula, il giorno della prima udienza, per ostentare tranquillità. è come se avessero detto: eccoci, siamo qui e non abbiamo nulla da temere.
Il processo Diaz sarà una cartina di tornasole: in ballo c’è la tenuta delle garanzie costituzionali, l’idea che i diritti dei cittadini vengano prima delle carriere di qualche dirigente. Qualcuno vorrebbe far valere la regola dell’impunità, tutti preferirebbero l’oblio.
L’approdo delle inchieste in tribunale è la prima garanzia contro una deriva del genere, ma non è certo sufficiente. Dai processi deve scaturire un’iniziativa politica sui diritti civili, a cominciare dalla richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta. A Genova a luglio, nelle giornate organizzate per il terzo anniversario del G8, questa richiesta è risuonata più volte, con una specificazione: inserirla nei programmi di governo delle attuali opposizioni per le elezioni del 2006.
Lo hanno chiesto il Comitato Verità e Giustizia per Genova e la famiglia Giuliani, hanno accolto e rilanciato vari parlamentari, da Cento ad Agnoletto e De Zulueta, passando per il sindaco Pericu. In più ci sono le novemila firme raccolte con la petizione “Mai più come al G8”.
A settembre dunque si riparte. Coi progetti politici da un lato e coi processi dall’altro: il 13 settembre riprende quello contro i 25 manifestanti, il 23 tocca alla Diaz. E restiamo in attesa che sia fissata l’udienza preliminare per le torture a Bolzaneto: sulla graticola ci sono altre 47 persone, fra agenti e medici penitenziari.
Il ciclone G8 è entrato nelle aule di giustizia.

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