24 settembre 2018

GAT, ritorno alla terra. Come investire in un fondo: agricolo.

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di Alberto Roveri dal Fatto Quotidiano

L’avvocato Rosanna Montecchi, di Mantova, si definisce “un’avvocato di banca pentito”. Specializzata nell’assistenza legale agli istituti bancari ha deciso di passare dalla parte dei risparmiatori, spesso le uniche vere vittime delle crisi della finanza. Studiando teorie economiche che alcuni definiscono “fantasiose”, come quelle tratte dai libri di Latouche “La Decrescita Serena” e Ehrenfeld ” L’inizio del crollo dell’era tecnologica”, Rosanna matura una idea per un grande affare: investire in un fondo. Ma non in un fondo comune di investimento, di quelli a tasso fisso o variabile, bensì in un fondo agricolo da coltivare.
Così nasce il primo G.A.T. (Gruppo di Acquisto Terreni). L’operazione ha successo. Nel breve volgere in meno di un anno si ritrova con 53 soci. “Non ho fatto in tempo a costituirlo”, dice con orgoglio, “che già sono arrivate altrettante richieste e mi sto attivando per trovare un altro fondo agricolo da acquistare per farlo coltivare”.
“Vede”, spiega Rosanna, “il futuro è sicuramente nella terra e nei suoi prodotti derivati. Solo qui nel mantovano ogni giorno vengono erosi dal cemento quasi 17mila metri quadrati di terreno agricolo. Non oso pensare quanti in Lombardia e nel resto dell’Italia. Non vorrei che in futuro i nostri figli fossero costretti a coltivare i giardini della Farnesina o del Quirinale per sfamare le loro famiglie!”
Rosanna Montecchi è convinta che il sistema finanziario attuale sia all’inizio della fine, perché i governi attuano solo politiche finanziarie senza considerare l’economia reale sottostante.
“Quando tutto collasserà l’unica salvezza sarà iniziare a creare le “strutture ombra”: organizzazioni di persone capaci di sostituire le funzioni essenziali che si perderanno. Sarà necessario occuparsi dell’approvvigionamento di cibo e acqua pulita, di prodotti e di tutto ciò di cui le comunità pienamente funzionanti hanno bisogno”. “Il mio G.A.T., conclude Rosanna, “è l’inizio di questo percorso. I soldi sono troppo importanti per lasciarli alle banche”.

0 Comments

  1. Bepi Armanelli

    Buongiorno. Con un gruppetto di altre persone stiamo mandando avanti un progetto di riabitazione di un antico borgo montano. Tra le altre cose abbiamo cominciato a dedicarci all’ orticoltura e allo sfruttamento delle risorse forestali, con metodi rispettosi dell’ambiente della flora e della fauna. I terreni sono molto fertili e c’è una grande ricchezza di acque. Stiamo pensando anche ad una struttura ricettiva. Sarebbe importante se qualcuno volesse investire nel nostro progetto sposandone la filosofia ambientalista e solidale.
    Sono a disposizione per informazioni e chiarimenti.
    Bepi Armanelli

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  2. uno

    Non capisco perchè legate i GAT al superamento della cosiddetta “crisi”. Cercate di salvaguardare i vostri soldi, da una parte, e di garantirvi una vita più “umana” anche in seguito. Ma mmi spiegate come in seguito al “crollo” come voi stessi lo immaginate, la vostra “proprietà privata” dovrebbe rimanere tranquilla e beata a produrre “surplus” di cibo da “vendere”? non vedete una contraddizione nella frase dell’avvocato “I soldi sono troppo importanti per lasciarli alle banche”? I soldi sono creati per far lavorare. Vi state acquistando terreni per far lavorare. Se il sistema crolla come pensate di salvaguardare il vostro “investimento” privato senza un’altro sistema di polizie e di eserciti che obbligano al lavoro gli espropriati e i nullatententi?

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  3. Franz

    La vedo come l’Avvocato e come Arianna, cosi’ la vedo con la testa e col cuore, ma abbiamo degli strumenti ( banche e fondi) che IGNORANO L’AGRICOLTURA ETICA ( quelli che se ne occupano sono dei fondi “cavalletta” che affamano i poveri. E’ ora di cambiare – vorrei investire aGRICOLTURA attraverso un fondo, come e CHI posso contattare.
    Ci sto anche a COMINCIARE da ZERO, qualcuno che da la svolta CI VUOLE !

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  4. Giuseppe Toscano

    SEGUIRE questo progetto e un di quei pochi incentivi che sono rimasti in italia troppe tasse troppa burocrazia le citta' si sono trasformate in gabbie per polli dove tutti ci impongono il sistema schiavi dello stato schiavi del datore di lavoro che ti fa sgobbare e quando decide di trasferirsi all'estero la crisi ti uccide

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