24 settembre 2018

Gara illegale alle Cascine. Anche il vicepresindente di Aci-Firenze tra i piloti

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c’è troppa gente e nessun controllo. Ordina di rallentare, un invito esteso anche a tutte le altre auto. È successo domenica scorsa, una vera e propria corsa automobilistica non autorizzata nei vialetti del Parco, tra bambini, ciclisti, anziani e persone che hanno visto mettere la loro vita in pericolo mentre cercavano un po’ di tranquillità nel polmone verde di Firenze.

L’auto è rossa e blu, porta il numero 24 della Scuderia Biondetti, alla guida il pilota indossa un casco bianco con riga rossa, sopra ha inciso un nome: “Carlo”. Il tutto documentato dai presenti tra cui un giornalista che ha pubblicato foto e video dell’evento. Carlo gli appassionati di auto classiche lo conoscono bene, si tratta di Carlo Alberto Steinhauslin, presidente della scuderia fiorentina. Sul sito della Biondetti viene infatti descritto come: il “grande capo” da tutti ben voluto e stimato; dinamico e decisionista è il prototipo del gentleman-driver. “Sempre a tavoletta, con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi condizione (sono storici certi suoi voli catastrofici dai quali è fortunosamente uscito indenne pur disintegrando le proprie auto), ma nello stesso tempo è distaccato ed indifferente alle classifiche. Ciò che per lui conta è divertirsi, cumulando trofei, ma soprattutto esperienze irripetibili.

carlo albertoA quanto pare questo signore si è “divertito” e ha vissuto un’esperienza che auspichiamo davvero “irripetibile” anche domenica scorsa su una “pista”, se così può essere chiamato il reticolo di vialetti delle Cascine, priva di ogni autorizzazione e requisito di sicurezza. La cosa che, se fosse possibile, aumenta la gravità di quanto successo, è che Carlo Alberto Steinhauslin è chiamato ad un’attenzione e ad una responsabilità particolare sul tema della sicurezza stradale. Il signor Steinhauslin è infatti il vicepresidente di Aci Firenze che istituzionalmente deve diffondere l’educazione e promuovere la cultura della sicurezza stradale e su cui vigila il Ministero del Turismo. Ed è bene ricordare che l’Automobile Club Italia è un Ente pubblico, non un gruppo di meri appassionati di auto.

Forse “Carlo” non sa che negli ultimi dieci anni sono morte a Firenze 260 persone e altre 50.000 sono rimaste ferite a causa di incidenti stradali, con un costo sociale per la collettività di 115 milioni di euro l’anno da aggiungere a 120 milioni di euro legati al costo degli incidenti stradali con soli danni materiali. Eppure Firenze è la città del Progetto David, un piano strategico all’avanguardia per la sicurezza stradale regalato al Comune, che l’ha poi adottato, dall’associazione intitolata a Lorenzo Guarneri, ragazzo rimasto ucciso nel 2010 proprio alle Cascine durante un’altra manifestazione autorizzata dal Comune e ancora una volta lasciata poi a se stessa e quindi privata dei controlli minimi necessari [www.lorenzoguarnieri.comwww.occhioallastrada.it].

Il Progetto David è stato sottoscritto anche dall’Aci, forse con l’assenso di quello stesso vicepresidente che alle Cascine ha avuto un comportamento che definire pericoloso pare un eufemismo. Ha quindi nulla da dire l’Aci sulla condotta di Carlo Alberto Steinhauslin, suo vicepresidente? E gli organizzatori, cosa hanno da dire se addirittura avevano previsto, oltre a quella dei bambini delle scuole, la presenza dei Commissari di gara? A cosa servono, se non a rendere possibile la realizzazione di una corsa? E gli amministratori locali vogliono commentare questa performance pericolosa e indegna per una città civile? O preferiscono,vista già la brutta figura di domenica fatta dal Comune tacere ancora una volta?

Lunedì scorso in Consiglio Comunale abbiamo fatto una domanda d’attualità su quanto successo domenica. Abbiamo appurato che il Comune aveva autorizzato il tutto impartendo sulla carta prescrizioni e richiedendo la presenza di Polizia per l’ordine pubblico. Tutto rimasto sulla carta perché non erano presenti né Polizia Municipale né altri agenti, né le strade erano state chiuse.

Ancora una volta l’istituzione che doveva vigilare non ha vigilato, chi doveva controllare non ha controllato e solo per un caso non è successo niente. Restiamo in attesa di sapere di chi è la responsabilità e quali misure prenderà il Comune per evitare che ciò si possa ripetere in futuro, visto che periodicamente assistiamo alle stesse dinamiche di superficialità e approssimazione nel gestire gli eventi autorizzati.

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