G8 2001- Il rito abbreviato, un modo per evitare scomode verità

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«Il prefetto Gianni De Gennaro e il dottor Spartaco Mortola hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il rito abbreviato per una delle più penose vicende giudiziarie scaturite dal G8 di Genova, e ne prendiamo atto: è un loro diritto di imputati. Ma non possiamo nascondere la nostra preoccupazione di cittadini e di parti civili nel processo Diaz. Il rito abbreviato porterà a un giudizio rapido e soprattutto eviterà le “scomodità” di un prolungato dibattimento. A nostro avviso servirebbe l’esatto contrario, cioè una spiegazione pubblica di quanto avvenuto, quindi la massima trasparenza sul contenuto di intercettazioni telefoniche ed avvenimenti – come la deposizione in tribunale dell’ex questore Francesco Colucci – che ci paiono assai lontani dai canoni di una polizia degna di un paese autenticamente democratico. Questa spiegazione non è ancora arrivata e non vorremmo che il rito abbreviato diventasse una scorciatoia per evitare, ancora una volta, una piena assunzione di responsabilità di fronte ai cittadini.

La polizia di stato in questi anni, durante le inchieste seguite al G8 delle 2001, ha tenuto un comportamento opaco, ai limiti dell’omertà (come denunciato dai pm nei processi Diaz e Bolzaneto), e questa sua condotta ne ha pesantemente intaccato la credibilità. Al processo Diaz

27 dei 29 imputati si sono addirittura avvalsi della facoltà di non rispondere, trascurando le responsabilità morali e professionali che toccano a chi occupa ruoli di rilievo nell’amministrazione dello stato. Non è questo il modo, a nostro avviso, di onorare il proprio ruolo di funzionari pubblici».

Enrica Bartesaghi e Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova),  Vittorio Agnoletto (europarlamentare Prc, portavoce del Genoa social forum ai tempi del G8 del 2001)

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