26 settembre 2018

Fuori dal carcere, quasi come a casa

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Una mansarda luminosa con quadri alle pareti, due camere, un comodo divano e un grande orso di peluche: si presenta così il nuovo spazio di accoglienza della Diaconia Valdese Fiorentina, pensato per detenuti in permesso premio, con familiari al seguito. La Mansarda del Melograno è l’ultimo tassello del Progetto Carceri dei valdesi, che nello stesso edificio gestiscono già un altro appartamento destinato alle detenzioni domiciliari.

“Nelle carceri toscane ci sono molte persone la cui famiglia vive altrove – ci spiega Mara Ceccatelli, referente del progetto. Quando viene concesso loro un permesso premio, di fatto non sanno dove poter trascorrere il tempo con i partner o coi figli, a meno di non pagarsi una stanza d’albergo. Il nostro intento è offrire un posto dove possano sentirsi a casa e ricreare un legame con la famiglia, importante soprattutto dove ci sono bambini. All’arrivo, ricevono le chiavi d’ingresso: da quel momento sono responsabili e autonomi nella gestione dello spazio secondo il regolamento interno”.

L’alloggio inaugurato oggi è il primo di questo tipo a Firenze e vuole essere un po’ un’esperienza pilota: “Noi investiamo su quei progetti che riteniamo necessari, nella speranza che attecchiscano, ovvero che sia poi la mano pubblica a intervenire in modo più strutturale – dichiara Gabriele De Cecco, responsabile area adulti della Diaconia. Non ci interessa sostituirci allo Stato, anzi la nostra è una sussidiarietà polemica, per così dire, una testimonianza attiva”.

La Mansarda, così come tutto il Progetto Carceri, è completamente autofinanziata con i fondi dell’otto per mille della Chiesa Valdese, ed ha un costo di circa 45mila euro l’anno.

Allo stesso indirizzo si trova già dal 2013 la Casa del Melograno, che può ospitare fino a 8 uomini in detenzione domiciliare. I principi base sono gli stessi: autonomia e responsabilità. Trattandosi di soggiorni più lunghi e di convivenze tra sconosciuti, con retroterra anche molto diversi, da parte delle operatrici è necessario un lavoro molto impegnativo. “Ci incontriamo spesso con gli ospiti per capire come vanno le cose – racconta Lelia Pelaia, educatrice. Per chi magari ha passato 20 anni in carcere, non è facile riprogrammarsi, imparare di nuovo a gestire il proprio tempo, prepararsi a tornare fuori. Ma questa è un’occasione importante e unica per farlo”.

E i rapporti col vicinato, ci sono mai stati problemi? “Mai, rispondono Lelia e Mara. Abbiamo avuto la fortuna di un ospite molto comunicativo che ha fatto amicizia con tutti… anche grazie alla sua bella gatta che scorrazza per i giardini!”.

La Casa e Mansarda del Melograno sono a Firenze in zona Stadio. Per altre informazioni è possibile scrivere a dvfareacarceri@diaconiavaldese.org (cs)

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