FSE – Passaggio epocale per l'Italia

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Impressionato anzitutto dalla presenza dei giovani, giovanissimi, attentissimi, a migliaia, che prendevano nota di tutto quello che veniva detto. Alex Zanotelli comincia, nel suo bilancio sul primo Forum sociale europeo, sottolineando il senso profondo di speranza emerso dalla massiccia presenza di giovani:

«Sono preparati, lucidi, decisi a impegnarsi per costruire l’alternativa. Con la massima serietà».

Importante la voglia di confrontarsi, di contaminarsi: «È stato bello vedere come i focolarini abbiano accettato di sporcarsi le mani al Forum con la loro ‘economia di comunione’. È importante questa contaminazione, la trasversalità, che è poi avvenuta su tutti i fronti: dai cattolici impegnati ad atei portatori di valori. È incredibile come ci sia influenzati a vicenda attraverso le frontiere. Questo ha forse dato anche nuovi equilibri al movimento, e porterà lentamente alle differenti anime di ritrovarsi verso un comune obiettivo, portando ciascuno la propria ricchezza».

«Per questo mi è spiaciuto che le Sentinelle del Mattino non abbiano partecipato direttamente continua Zanotelli -. Avrebbe fatto bene a loro e a tutti gli altri. Penso sarebbe importante che le SdM decidessero almeno di dare l’adesione alla campagna ‘Fuori l’Italia dalla guerra’. A questo proposito, il fattore guerra all’Iraq è stato una delle parole chiavi che ha continuato a risuonare. È stato questo anche il cuore della grande manifestazione: se c’è un punto focale, è il no secco alla guerra. Sarà certamente il motivo coagulante nelle prossime settimane e mesi, che dovrebbe portare il 10 dicembre, Giornata dei diritti umani, a manifestazioni in tutte le città e paesi d’Italia con fiaccolate e con la bandiera o lo ‘straccio’ di pace».

Un esito immediato delle giornate fiorentine è la riconquista di un’immagine di movimento pacifico:«L’importanza di questa manifestazione sta anche nel fatto che lava l’onta di Genova, cioè l’onta della violenza gravata su Genova. E fa apparire finalmente che il movimento è pacifico. È un passaggio epocale per l’Italia. Chiaramente Firenze batte Genova sia sui numeri sia perché i temi discussi a Firenze finalmente entrano ad essere temi di dibattito pubblico in contrasto con Genova dove la violenza aveva oscurato i temi e si era parlato solo di quello, durante e dopo» afferma il padre comboniano.

«Questo pone un problema politico chiarissimo. In Italia non si potrà più fare politica senza tenere presente questo movimento. Le conseguenze sono chiare. Bisognerà chiedere ai partiti di starsene fuori da questo movimento, che dovrà organizzarsi come società civile; e dovrà fare chiaramente la scelta della nonviolenza attiva, che ormai sta registrando grossi consensi.

Questo evento ci offre di guardare a un futuro minacciato dalla guerra in Iraq con molta speranza, perché c’è alla base un movimento solido, deciso a reagire, e pronto anche a contestare un sistema che prepara la guerra in Iraq e crea morte ovunque».

Una nota dolente, secondo Zanotelli, è l’assenza della Chiesa: «Assente la Chiesa, a partire da quella locale».

[Fonte: Nigrizia]

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