21 settembre 2018

FSE – Il fattore 'etico'

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Oggi a porre attenzione su alcuni temi del Forum Sociale Europeo è non soltanto il cosiddetto “movimento”, ma anche una parte dell’economia tradizionale. Sono diffusi gli esempi che rendono evidente come il “fattore etico” sia diventato (con i suoi rischi di strumentalizzazioni) un fattore di competitività economica nel mercato tradizionale. La diffusione del “consumo critico e responsabile” costituisce una delle cause di tutto ciò. Proprio per questo è utile precisare che la sua presenza all’interno dei seminari del FSE intende evidenziare soprattutto la portata di critica sociale e di proposta di cambiamento (alla portata di tutti i cittadini) propria di un “consumo critico” teso non tanto al “lavaggio delle coscienze” o dei loghi aziendali, ma al cambiamento sociale. Il consumo critico nasce infatti non da volontà di beneficenza o di generica attenzione alla “qualità” dei prodotti che consumiamo, ma prima di tutto da un coinvolgimento di ogni cittadino/a nel suo quotidiano atto di acquistare prodotti e servizi, derivante da una “visione del mondo” che include anche il consumatore – e quindi lo stile di vita di ognuno di noi – come ambito di possibile azione “politica” e di espressione di valori. Infatti l’insostenibilità del modello di sviluppo dominante cui rivolge la sua attenzione critica il FSE, è rappresentata anche dall’insostenibilità del nostro modello di consumo e produzione. Per questo motivo il tema dell’economia sociale (cooperazione sociale, commercio equo e solidale, finanza etica) e del consumo critico e responsabile costituisce un punto di riferimento essenziale nella capacità di resistenza e di proposta alternativa al modello neoliberale globale cui il FSE intende dare voce. In un contesto dove la dimensione globale di ogni problema – degrado ambientale planetario, sfruttamento di lavoratori/trici, aumento squilibrio Nord/Sud, emigrazioni forzate da fame e conflitti – rischia di produrre distacco ed in definitiva paralisi nelle singole persone, l’interrogarsi sulla provenienza dei prodotti che consumiamo ogni giorno, sull’impatto sociale e ambientale del processo che li ha fatti giungere fin nelle nostre case, fino alla presa di coscienza che ogni nostro acquisto costituisce un voto potenziale per premiare o osteggiare aziende e processi produttivi, costituisce un potente strumento di mobilitazione e di responsabilizzazione di ognuno, concreta modalità di azione per far contare – dal basso, e attraverso gesti quotidiani – il peso dei propri valori ed ideali. Certamente non sarà il consumo critico da solo a cambiare il mondo (per questo partecipiamo a iniziative come il FSE dove è possibile fare “rete” con tante altre realtà che operano con stessi valori in campi diversi), ma sarà interessante scoprire, per chi parteciperà al FSE ed ai nostri seminari, che esistono già pratiche, strumenti e criteri, nonché prodotti e servizi, che permettono di agire concretamente – e in modo nonviolento – verso un altro mondo possibile.

[Giorgio Dal Fiume – Presidente Consorzio Ctm altromercato]

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