FS: agenzia per la sicurezza, polo dell’Osmannoro. Cattedrali fantasma

image_pdfimage_print

E Firenze rischia di perdere le ultime chances per salvare il progetto di rilancio di tutto il settore ferroviario.

di Alessandro Zanelli

Pare proprio che la recente tragedia ferroviaria di Viareggio non sia bastata a rilanciare il sistema di controllo della sicurezza ferroviaria nazionale. L’Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria, nata più di due anni fa, con sede a Firenze, è ferma al punto di partenza: avrebbe dovuto assumere 300 persone entro sei mesi (!), per la maggior parte tecnici e ingegneri qualificati. Ad oggi conta circa 80 dipendenti. L’Ente, istituito per recepire la direttiva n. 49 del 2004 della UE sulla sicurezza delle ferrovie comunitarie (sulla questione era stata aperta una procedura d’infrazione per l’Italia), non è mai decollato. E nessuno sa dire se e quando verrà assunto il personale necessario per farla funzionare. “Per il momento è solo una targa sulla porta, un contenitore vuoto”, commenta Raffaele Di Benedetto della FILT/Cgil. La liberalizzazione del settore ferroviario ha imposto a tutti gli Stati membri di dotarsi di una Authority per il controllo sulla sicurezza del sistema ferroviario nazionale, un “soggetto tecnicamente indipendente rispetto a tutti gli operatori nel campo del trasporto ferroviario”. Il problema è che, nella pratica, l’Agenzia ha sede in locali di proprietà FS, non paga affitto né bollette, ed utilizza tecnici ‘verificatori indipendenti di sicurezza’ del Gruppo FS! “Finché sussistono queste condizioni è chiara la sudditanza dell’ente dalle FS; non si può certo parlare di un organismo di controllo terzo, autonomo ed indipendente”, commenta Stefano Boni, segretario regionale FIT/Cisl.

L’Agenzia avrebbe dovuto far parte del rilancio del ‘polo ferroviario fiorentino’, assieme alle Officine Grandi Riparazioni dell’Osmannoro ed al Centro di Dinamica Sperimentale, con sede sempre all’Osmannoro. Il polo ferroviario è al palo. Tutto il progetto è in una situazione di stallo e di indefinitezza. Il Centro di Dinamica Sperimentale, che l’assessore Conti assicura che sarà pronto per i primi mesi del prossimo anno, avrebbe dovuto rappresentare il “fiore all’occhiello” nazionale per tutta l’ingegneristica legata al materiale rotabile (dovrebbe fare i collaudi per i treni super veloci); ad oggi, nonostante che i lavori siano praticamente terminati, non si sa chi sarà il gestore della struttura, e, di conseguenza, non è stata fatta nessuna selezione per assumere il personale. Se non si trova velocemente un gestore a livello locale, esiste il concreto rischio che presto anche questo “gioiello” tecnologico possa essere ‘scippato’ da qualche privato, non legato al territorio. Le Officine Grandi Riparazioni lavorano a scartamento ridotto, con circa un terzo del personale necessario. I sindacati sono uniti nel chiedere che vengano mantenute le promesse fatte e ripetute dai vertici FS da diversi anni. ”Il Gruppo FS ha ingenti interessi a Firenze”, sottolinea Andrea Gambacciani, segretario regionale FILT/Cgil, “a partire dal sottoattraversamento, la nuova stazione, le aree ferroviarie dismesse – che vengono destinate alla speculazione edilizia privata – le varie sedi storiche sparse per la città, a cominciare da Viale Lavagnini .. Quello che noi chiediamo è che quantomeno vengano rispettati gli impegni presi con la città e che si assuma il personale necessario per far funzionare sia l’Agenzia, che è ferma al punto zero, che il polo dell’Osmannoro”. Il recente trasferimento verso il Lazio e l’Emilia Romagna di alcuni servizi strategici, come la Direzione acquisti e alcune attività ‘pregiate’ dell’ingegneria della manutenzione ciclica del materiale rotabile, rappresentano un ulteriore allarme per tutto il settore ferroviario toscano ed una sfida a Firenze quale storico ‘centro di eccellenza’ nell’ingegneria legata al treno. E come se non bastasse, al declassamento della Toscana da parte del Gruppo FS, contribuisce anche l’Alta Velocità, per la quale la nostra regione è considerata di semplice transito, così che i macchinisti non verranno più scelti sul nostro territorio. “È in atto un grande scambio tra le ferrovie e il comune”, commenta Stefano Boni, ”ma almeno devono salvaguardare i livelli occupazionali per il bene della città. Ricordo che negli ultimi anni a Firenze si sono persi circa 300 posti di lavoro nel settore delle ferrovie. L’unica  certezza che abbiamo, per ora, è che anche i 150 macchinisti dell’Alta Velocità andranno a scomparire”.

Come se non bastasse, ad alimentare l’allarme di una ‘smobilitazione’ del settore ferroviario da Firenze, si aggiungono le voci insistenti che danno per imminente il trasferimento del nuovo direttore di tutta l’ingegneria di Viale Lavagnini, l’ing. Carillo, da Firenze a Roma. “Se davvero avvenisse che ci tagliano la testa col trasferimento del direttore, crollerebbe tutto il castello”, avverte preoccupato Boni, “sarebbe la mazzata finale al progetto del polo ferroviario fiorentino, composto dall’Agenzia, dall’Ingegneria di viale Lavagnini, dalla Manutenzione e dal Centro di dinamica sperimentale dell’Osmannoro. La cosa non è da escludere, anche perché in Regione c’è un momento di vuoto politico, visto che sono tutti già dietro alla campagna elettorale. Il rischio dello “scippo” oggi è reale”.

0 Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *