Forum nazionale contro le grandi opere. La resistenza civile si mette in rete

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crollo nel cantiere Tav a Bologna

Tutti d’accordo al meeting di Firenze: il problema non è solo la TAV, ma le grandi opere in generale, che sono inutili, creano danni all’ambiente e aumentano il debito pubblico.

Sono state due giornate di intense discussioni a Firenze, dove sabato e domenica scorsi si è svolto l’incontro intitolato “Grandi Opere Inutili” promosso dal Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze con il contributo di Italia Nostra e della lista perUnaltracittà. Oltre 200 persone hanno preso parte all’evento, che ha ospitato numerosi interventi di attivisti ed esperti italiani ed europei. Dalle donne valsusine al rappresentante veneto del No Mose, da Cremaschi della Fiom ai lavoratori della Breda, ognuno ha portato la testimonianza di un’espereinza territoriale che ovunque sembra dimostrare la stessa sconcertante verità:  là dove si è scelto di perseguire l’obiettivo della grande opera, si è assistito ad uno scempio ambientale, con grande spreco di denaro pubblico ed episodi di corruzione e infiltrazioni mafiose, senza nessuna reale contropartita in termini di occupazione o crescita economica dei territori interessati. Tra i partecipanti al meeting è ben radicata la convinzione che questo modello di sviluppo non funziona più, non produce benessere e devasta l’ambiente.

Secondo quanto spiegato ”se mettiamo insieme tutte le grandi opere, i costi enormi e le loro ricadute a livello ambientale ed economico, viene fuori un problema tutto italiano, di gestione del territorio, delle risorse, e di mancata risposta alle esigenze delle persone, specie in un periodo di crisi come questo”. Per i partecipanti all’iniziativa ”oggi si parla solo della Valsusa ma in ballo ci sono progetti e opere faraoniche. Solo all’interno della Legge obiettivo, sono presenti 370 miliardi di opere possibili per realizzare nuove autostrade, ponti, ferrovie, rigassificatori, termovalorizzatori e quant’altro. Negli ultimi anni sono stati spesi 13 mld per studi di fattibilità per opere assolutamente inutili come il ponte tra Otranto e Valona o un tunnel tra Mazara del Vallo in Sicilia e la Tunisia”. Dal meeting fiorentino tante le critiche al mondo della politica e ai governi cosi’ come alle grandi imprese che non hanno più interesse a lavorare sulla manutenzione dei territori ma vogliono realizzare grandi cantieri perché così possono controllare enormi flussi di capitali e fare profitti”.

Il sistema delle Grandi Opere, si è detto a Firenze, è figlio di una mancata programmazione politico-economica, che favorisce l’ingresso privilegiato delle mafie nell’economia globale e produce corruzione nei rapporti tra politica e imprese. Questo avviene con la complicità della politica, che come le imprese, sembra solo interessata a muovere grandi capitali.

Dal convegno di Firenze esce una proposta importante: mettere insieme tutte le energie dei vari movimenti territoriali sparsi per la penisola e costruire un Forum nazionale contro le grandi opere inutili. Il Forum avrà così la forza per sostenere l’unica grande opera utile, necessaria e urgente: la riqualificazione e messa in sicurezza di tutto il territorio italiano.

I prossimi appuntamenti sono dunque due: venerdì 13 aprile la manifestazione sotto il Ministero delle Infrastrutture, che parte dal Comitato No Corridoio RM-LT ma dovrebbe diventare unitaria, e sabato 14 aprile appunto la nascita del Forum a Roma.

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