Forte con i deboli… Ancora ruspe al Masini

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Caro Sindaco,
siamo un gruppo di insegnanti di italiano lingua seconda che opera nel Quartiere 4, anche con i bambini rom del campo Masini.
Siamo stati al campo Masini oggi 3 dicembre, perché avvertiti da una radio locale che un gruppo di tecnici del Comune stavano buttando giù le baracche in legno del campo. I tecnici erano accompagnati dai vigili urbani, supportati da Polizia e carabinieri.
La situazione che si è parata davanti ai nostri occhi è stata più grave di quanto ci aspettavamo, perché non erano baracche quelle che cadevano, ma tutte le verande aperte e i gabbiotti usati dai rom per non cucinare a cielo aperto e lavarsi con docce di fortuna: infatti le roulottes che lei e la sua giunta avete comprato per le famiglie rom del Masini sono troppo piccole per il numero dei componenti dei nuclei che le hanno ricevute, che quindi non hanno un posto coperto per mangiare e per lavare i propri bambini.
Questo significa che quando arriveranno a scuola i compagni e le maestre si lamenteranno del cattivo odore che emanano e per la vergogna alcuni rimarranno a casa (alcuni casi di questo tipo sono già accaduti dopo le precedenti demolizioni).
Alcune osservazioni e una richiesta:
1. nessuno del campo risultava avvertito che oggi ci sarebbe stata la demolizione
2. un vigile presente ha detto che l’ordinanza di demolizione era stata scritta ad hoc e non si trattava della stessa rivolta ai rom non autorizzati a permanere
3. le famiglie colpite dalle demolizioni rientrano nei nuclei compresi nell’elenco di chi era stato autorizzato a rimanere
4. nessun altro, né politico, né degli uffici rom del Comune era presente per spiegare la situazione alle famiglie
5. Di conseguenza l’amministrazione non ha fornito alle famiglie autorizzate un’alternativa praticabile, per soddisfare le necessità primarie di vita che hanno portato a questi piccoli accorgimenti.

chiediamo quindi
che fine hanno fatto:

 la politica della mediazione che aveva consentito nel momento dello sgombero di giugno di far andare senza troppi conflitti tutte le famiglie al Banti
 i diritti di queste persone di lavarsi, dormire e cibarsi in uno spazio che consenta di farlo
 le promesse (fatte da voi a giugno) di consegna in tempi brevi del primo lotto del villaggio di casette prefabbricate. questo significherebbe la possibilità di sostare come previsto le famiglie del Poderaccio nel villaggio e le famiglie autorizzate del Masini al Poderaccio

In quanto operatori docenti di italiano ai bambini del campo e soprattutto cittadini di Firenze, Le chiediamo anche come possiamo noi facilitare la promozione scolastica e quindi sociale attraverso l’insegnamento dell’italiano e la condivisione di regole certe del nostro sistema di vita, se sembra che queste regole per i rom siano ridefinite continuamente e non ci sia per loro un orizzonte di aspettativa certo, garantito.

In attesa di una sua risposta, distinti saluti

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