Fori Sociali, si però…

image_pdfimage_print

Il Forum Sociale Europeo è alle porte e a Firenze sembrano essersene accorti solo commercianti e albergatori. Non c’è partecipazione popolare all’evento. Non si può certo dire che sia un movimento di massa. Le energie dirompenti che ci unirono a Genova un anno fa si sono affievolite nel tentativo di ingabbiarle in strumenti organizzativi. Le assemblee dei forum sociali hanno pian piano allontanato la partecipazione dei singoli cittadini così come quella di movimenti sociali non istituzionali e minori, che saranno comunque a Firenze. Questo abbandono è dovuto alla sensazione di inutilità che balza agli occhi a qualsiasi persona con un minimo di coscienza politica di fronte ad atteggiamenti poco aperti, per non dire ostruzionistici. Le posizioni che i forum assumono sembrano essere state prese in altra sede, limitandosi in assemblea a scontrarsi su questioni politiche che poco hanno a che fare con la costruzione di un’alternativa, e che molto hanno a che vedere con il consolidamento di equilibri politici di opposizione. Assistiamo nelle assemblee, soprattutto in quelle nazionali, ad atteggiamenti di tipo partitico, non solo da parte dei partiti. Quello che voglio dire è che le associazioni e i partiti presenti nel forum fanno pesare la propria condizione di delegati, per cui la loro opinione vale più della mia. L’informalità e l’apertura di queste assemblee non basta a farle apparire libere; troppo spesso vengono gestite come fossero congressi, alla fine dei quali deve prevalere una fazione sull’altra. In questo panorama dove sta la novità? Se la nostra forza era il risveglio di quella generazione nutrita di individualismo che stava cercando i propri spazi espressivi, se le nostre energie erano dirompenti perché riuscivamo ad unire realtà eterogenee su lotte comuni, che cosa siamo diventati adesso? Dovevamo essere un movimento duttile, in grado di incunearsi nelle pieghe della globalizzazione per scalzarne le fondamenta, che senso ha ridursi in schemi e gabbie organizzative? A novembre questi interrogativi dovremmo porceli, o avremo perso un’occasione.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *