Fondiaria, centinaia di ulivi tagliati sotto il forte Belvedere.

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di Franca Selvatici

Gli ulivi sono stati tagliati e un giorno, in quello splendido angolo di Firenze, è atterrato un elicottero dal quale è scesa una donna che qualcuno ha riconosciuto come Ionella Ligresti. Fonsai è proprietaria della collina sopra Forte Belvedere dove sono in corso grandi manovre. «Il taglio degli ulivi? Solo manutenzione, ma sulla zona valutiamo diversi progetti» dice la società.

Un paio di settimane fa un elicottero è atterrato con gran fragore in un campo fra gli ulivi nella valletta che da via San Leonardo degrada fino a Boboli e risale verso il Forte del Belvedere. Sotto gli occhi sbigottiti degli abitanti del posto – uno dei più incantevoli di Firenze – dall´elicottero sono scese diverse persone, fra cui una bella signora che assomigliava come una goccia d´acqua alla figlia di Salvatore Ligresti, Ionella. La piccola comitiva ha esaminato i luoghi, poi l´elicottero ha ripreso quota ed è svanito nei cieli. Qualche giorno più tardi nella valletta sono arrivati camion, ruspe e motoseghe, che in cinque giorni l´hanno disboscata massicciamente, sradicando rovi, potando e scapitozzando ulivi, bruciando rami, tronchi e sterpaglia in immensi roghi. La valle, fino a pochi giorni fa verdissima e lussureggiante, ora è per metà una distesa di ulivi spelacchiati, anzi in molti casi ridotti a mozziconi di tronco. Qualche pianta sembra essere stata eliminata. I fagiani che trovavano rifugio fra le folte chiome degli ulivi ora svolazzano smarriti nella valletta. I lavori proseguono e le piante ancora verdi sembrano destinate a una radicale scapitozzatura.

ulivi_tagliati

Il lavoro è coordinato da geometri e agronomi di Immobiliare Lombarda, la società di gestione del patrimonio immobiliare di Fondiaria – Sai. Dal 1990 Fondiaria ha acquisito la nuda proprietà di Villa Il Gioiello, degli edifici adiacenti che costeggiano via San Leonardo e della vallata sottostante che misura circa sedici ettari coltivati ad oliveto. Da alcuni anni Fondiaria è passata sotto il controllo di Salvatore Ligresti, patron di Sai. Il suo braccio destro Fausto Rapisarda, plenipotenziario per le trattative con il Comune di Firenze per l´urbanizzazione dell´area di Castello, ha abitato per qualche tempo in una delle case del complesso di via San Leonardo.

Villa Il Gioiello, le abitazioni vicine e l´intera vallata appartengono alla signorina Maria Di Pietro, che compirà 99 anni il prossimo primo maggio. Diciannove anni fa la signorina cedette la nuda proprietà del suo tesoro fiorentino a Fondiaria. In base agli accordi, gli effetti giuridici del contratto sarebbero decorsi alla morte della signorina Di Pietro. Da qualche tempo, però, l´anziana possidente ha lasciato, sia pure a malincuore, la sua grande villa, dove ha vissuto per tutta la sua vita ma dove le è divenuto impossibile abitare. Si è trasferita in Francia e si appresta a rinunciare a tutti gli usufrutti. Entro breve, dunque, Fondiaria diventerà piena proprietaria della villa e della vallata.

Che cosa ha intenzione di ricavarne? Immobiliare Lombarda, società di gestione del patrimonio immobiliare di Fondiaria Sai, si limita a dire che sono in corso di valutazione «tutta una serie di opportunità», «ma ancora non c´è niente di concreto». Gli uffici comunali dell´urbanistica assicurano che al numero 40 di via San Leonardo, indirizzo di Villa Il Gioiello, non esiste alcun progetto e che nel piano strutturale non è prevista nessuna modifica in quell´area.

L´atterraggio dell´elicottero a cento metri dal Forte del Belvedere, il sopralluogo e il vasto disboscamento della valle che ne è seguito fanno presumere, peraltro, che qualche progetto stia maturando. Immobiliare Lombarda spiega che quello in atto nella vallata è un intervento di ordinaria manutenzione e di messa in sicurezza dei luoghi contro il rischio di incendi, in previsione della stagione secca. Un principio di incendio, si fa presente, si è già verificato. La tenuta è totalmente incolta e abbandonata da tempo immemorabile, e un intervento era necessario. Gli abitanti del posto, tuttavia, sono perplessi. L´eliminazione dei rovi e una potatura anche robusta degli ulivi sarebbe apparsa normale. Ma perché si sono scapitozzate le chiome degli alberi, in gran parte sanissimi, riducendone parecchi a tronchi non più alti di un metro?

Mozzati gli ulivi vincolati, il Comune lo ignora

Le piante sembravano sane In questo angolo di città visse Rosai, che ne dipinse molti scorci. Poco più in là dimorò Ciaikovskij.  Da una loggetta di Villa Il Gioiello si vede l´Abetone. Ovunque si volga lo sguardo, si possono ammirare i paesaggi e i monumenti più insigni di Firenze. Dietro il Forte del Belvedere spunta la sommità della cupola del Brunelleschi. In questi giorni il panorama è offuscato dalle fiamme e dai fumi dei roghi di rovi, rami e tronchi di ulivi. Metà della vallata è grigia e il resto lo diventerà fra breve. Gli ulivi sono piante straordinarie: anche se il tronco viene mozzato con una motosega poco più in alto delle radici, dopo qualche mese emette qualche rametto, e nel giro di qualche anno torna ad essere un albero. Ma gli ulivi che scendono da via San Leonardo verso Boboli costituivano un bosco rigoglioso, e per lo più erano piante bellissime e sane. Quanti anni ci vorranno per riprodurre l´incanto perduto?

Quando i camion e le ruspe hanno cominciato a spianare la vallata, qualcuno degli abitanti ha avvisato la polizia municipale, gli uffici del verde pubblico e del verde privato del Comune, la soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali. Nessuno ne sapeva niente e a quanto pare nessuno si riteneva competente. Eppure sono gli stessi rappresentanti della proprietà di Villa Il Gioiello a chiarire che l´intero complesso è vincolato e che tutte le alberature devono essere mantenute.

Il che del resto è facilmente intuibile, visto che ci troviamo in via San Leonardo, una delle strade più celebrate di Firenze, immortalata nei quadri di Ottone Rosai, che qui visse fra il 1933 e il 1957. Più avanti, all´incrocio con il viale Galileo, sulla facciata delle scuderie di Villa Piatti una targa ricorda che nel 1858 qui «dimorò e operò Petr Ilic Ciaikovskij, dall´immensa pianura russa alla dolce collina toscana approdato, d´entrambe nutrendo le sue armonie immortali».

«Via San Leonardo – ha scritto Piero Bargellini nelle «Strade di Firenze» – non è l´unica strada dei dintorni fiorentini a conservare l´incanto tra romantico e casalingo del corridoio stretto da muri, con i cipressi di guardia e gli olivi di compagnia, ma è quella più celebrata da poeti, più goduta da pittori, più ricercata da innamorati». Raffaello Torricelli ne ha descritto il fascino nella «Psicologia di una città»: «I muri, veri protagonisti di quest´opera d´arte collettiva, di tanto in tanto si alzano per prendere la forma e la sagoma di una facciata di casa di campagna verso il cancello o un portone da contadini, dal quale si intravede la serenità di un giardino rustico».

Oggi in certi tratti di via San Leonardo i muri a secco sono stati sostituiti da anonime pareti di dubbio gusto. E oltre le mura sono scomparse le chiome degli ulivi. Così l´incanto dei luoghi rischia di svanire nel nulla. (f.s.)

[Fonte: Repubblica Firenze]

Scempio di San Leonardo, De Zordo: «Amministrazione incapace di governare il territorio»

«I responsabili della devastazione della collina di San Leonardo devono essere perseguiti a norma di legge e se risultassero coinvolti, anche per omissione, i rappresentanti della pubblica amministrazione devono anche dimettersi immediatamente». E’ quanto afferma Ornella De Zordo della lista di cittadinanza Per Unaltracittà commentando lo scempio della collina sita tra Boboli e il Forte Belvedere.

«E’ incredibile che la collina di San Leonardo venga devastata con il taglio di centinaia di ulivi da Fondiaria SAI e che né la polizia municipale, né gli uffici del verde pubblico e del verde privato del Comune, né la soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali ne sappiano nulla».

La cronaca di Franca Selvatici sulle pagine locali di Repubblica , se confermata, mostrerebbe come l’amministrazione fiorentina – nonostante gli scandali e le inchieste per corruzione sull’urbanistica – non sia in grado né di governare né di controllare ciò che avviene all’interno dei confini comunali. Ed è sconvolgente che ancora una volta sia Fondiaria SAI a poter fare ciò che vuole sul territorio della città.»

0 Comments

  1. mariangela

    Lascia un commento…, come posso lasciare molte lacrime amare?
    Importante è denunciare e diffondere notizia di queste malefatte.
    Ci diranno che tanto stanno per piantare (dopo 10 anni di promesse) 24.000 alberi nella Piana?

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  2. red

    La procura indaga sui lavori a villa il Gioiello e sul Mugnone

    di Maurizio Bologni
    La Procura della Repubblica di Firenze intende verificare se tutto sia in regola nei lavori in corso nel parco di Villa il Gioiello in via San Leonardo, sotto i bastioni del Forte del Belvedere, e nel progetto presentato da Fondiaria per trasformare la villa in un albergo. I lavori di potatura degli ulivi (una potatura robustissima) restano per il momento sospesi. Intanto la stessa procura ha avviato accertamenti anche sul taglio degli alberi, 40 tra platani e licustri, lungo il Mugnone, avvenuta nei giorni scorsi nell´ambito dei lavori per la messa in sicurezza.
    Per quanto riguarda il caso San Leonardo emergono alcune «singolarità» del procedimento amministrativo che permetterà a Fondiaria, senza chiedere autorizzazione a chicchessia, di trasformare la villa privata in albergo con undici camere, ristorante, bar e parco, giocando d´anticipo e bruciando limitazioni e prescrizioni che saranno introdotte dal piano strutturale. Queste «singolarità» sono state messe in luce nel corso di un incontro convocato ieri mattina a Bobolino – proprio ai piedi della collina di S.Leonardo e a pochi metri dai primi ulivi potati – incontro al quale hanno partecipato il comitato locale, i verdi Grassi e Romanelli, il consigliere comunale socialista Falciani, e al quale ha fatto arrivare un messaggio Ornella De Zordo.

    [Fonte: Repubblica Firenze]

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  3. elwood

    intanto sugli edifici di via san leonardo sono apparse le targhe “proprietà fondiaria sai” ….

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  4. Silvia Chiarantini

    http://www.perunaltracitta.orghttp://www.unaltracittaunaltromondo.it

    Ornella De Zordo: Una nuova invasione barbarica del cemento: quale futuro per le colline di Firenze?

    Una delle città più belle del mondo è da anni vittima della mano decisionista e prepotente dei suoi amministratori. Il Comune, organo preposto alla vigilanza e alla tutela del territorio, non solo si dichiara ignaro di quello che succede nella città che amministra ma, nonostante le segnalazioni, non reagisce.
    Di fronte a questa grave assenza, sono i cittadini ed i Comitati ad assolvere il ruolo di controllori e tutori del territorio.
    Sono decine i Comitati nati in città che negli anni hanno denunciato gli scempi e le violazioni commesse dalle stesse amministrazioni e dai grandi investitori.
    Gli amministratori comunali non danno risposte, i tecnici forniscono spiegazioni del tipo di “sembrerebbe ma però – non si potrebbe ma in fondo…”.
    Il ricorso alla magistratura è, in quasi tutti i casi, l’unica speranza e risorsa per ristabilire un senso di legalità e rispetto delle regole.

    La Soprintendenza, organo preposto alla tutela del patrimonio artistico, ha gettato cemento nel Giardino storico delle Ex Scuderie Reali per costruire un proprio parcheggio. Su questa vicenda, ad oggi, le istituzioni coinvolte – Comune, Soprintendenza, Demanio dello Stato, proprietario del bene – non hanno fornito la documentazione comprovante la destinazione d’uso a parcheggio del Giardino. Si ricorda che nessuna variante è stata apportata al piano regolatore che, da sempre, considera l’area di classe 2 ovvero giardino storico di particolare interesse e ne prescrive la conservazione del patrimonio arboreo ed ammette unicamente interventi di restauro conservativo.
    Confidiamo nelle indagine della Procura per ottenere l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi e quindi riavere prato ed alberi anche in quella parte del giardino adesso devastata dal cemento.
    La consigliera Ornella De Zordo, vicina ai cittadini fin dall’inizio di questa grigia vicenda, si è resa disponibile a fornire le proprie testimonianze sulla questione alla Procura.
    Oggi, anche la collina di Via San Leonardo, confinante con il Bobolino, sta già cambiando il suo aspetto perdendo molta parte della sua vegetazione e la trasformazione in albergo di Villa completerà l’opera di distruzione dell’intera area all’insaputa dei suoi abitanti.
    Nuovamente non c’è trasparenza sulle operazioni che vedono coinvolti e congiunti il Comune di Firenze e il Gruppo Fondiaria/Ligresti, proprietario della Villa Il Gioiello in Via San Leonardo.
    Il quartiere del Bobolino e l’area di Via San Leonardo erano tra le poche zone rimaste dove si poteva parlare di vivibilità urbana ed invece che prenderli come modelli da seguire per la riorganizzazione della città vengono distrutti e deturpati.
    Anche quest’ultima vicenda conferma l’importanza di bloccare l’approvazione del Piano Strutturale che, in maniera unilaterale, ha già previsto per quest’area collinare un incremento delle strutture turistiche ricettive.
    Chiediamo al Sindaco che fornisca subito chiare spiegazioni ai cittadini su quanto sta accadendo e sui provvedimenti che intende adottare per fermare questo ennesimo scempio al territorio.

    Di quale paesaggio potranno godere le generazioni future? Cosa lascerà loro in eredità questa amministrazione comunale?

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  5. Ely

    Finche’ ci saranno amministrazioni incivili e prepotenti nonche’ incapaci ed irrispettose nei confronti dell’ambiente e dei cittadini, come quella comunale fiorentina e regionale toscana attuali, non possiamo aspettarci nulla di piu’ che progetti assurdi e devastanti! A cominciare dal misconoscimento della legge per piantare un albero ogni bimbo nato, ai disboscamenti feroci attuati in nome della modernita’, in ogni zona di Firenze ove fosse possibile gettare cemento, compreso il boschetto davanti al pronto soccorso di Careggi, ove sta sorgendo un mostro che si rivelera’ esasperato come struttura e come costi! Il verde importantissimo per la vivibilita’ in una citta’, sia per emissione di ossigeno, sia come ombra per riparo da un sole sempre piu’ rovente e malato……a Firenze viene considerato costoso, inutile e sporco! Complimenti a martini ed a domenici ! Ely

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  6. fra

    A Firenze il verde è solo privato,
    espropriare e rendere accessibile alla cittadinanza i campi di ulivi subito fuori le mura sarebbe un atto civile, visto che non succederà mi auguro di andarmene presto di qui e che ci facciano dei palazzoni orrendi.

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