18 settembre 2018

Fondamentalismo cristiano. Italia possibile obiettivo con le sue 16 raffinerie

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Anders Behring Breivik

di Riccardo Capucci

Anders Behring Breivik, il fondamentalista cristiano che ha ucciso un centinaio di giovani a Oslo, dedica sia all’Italia che all’enclave vaticana alcuni passaggi del suo manifesto-testamento di 1.500 pagine pubblicato su internet poche ore prima della strage. Dal suo punto di vista di uomo dalle “radici cristiane” attacca da destra papa Benedetto XVI che definisce “codardo, incompetente, corrotto e illegittimo”.

Breivik elenca inoltre tutte e 16 le raffinerie di petrolio italiane: da Porto Marghera a Taranto, da Gela a Sarroch e spiega come farle saltare con barche di pescatori kamikaze e con una spesa tra i “30 e i 100 mila euro” utile a compiere “un attacco di successo” capace di provocare danni “da 2 a 40 miliardi”.

Il “manifesto cristiano” si apre con una croce purpurea e la scritta “2083 una dichiarazione europea di indipendenza”. Più sotto continua con una “lode della nuova milizia dei Poveri commilitoni di Cristo e del Tempio di Salomone”.

Un pazzo? No, non crediamo. Ciò che ha scritto rientra a pieno titolo nel filone culturale di odio che ha permeato nell’ultimo decennio la destra europea e mondiale, quella delle “radici crisitane” che ha nella Croce il punto di riferimento estremo. Come non ricordare altri fondamentalisti cristiani che – anche in Italia – da Oriana Fallaci ai vari esponenti cattolici estremisti di governo, non hanno perso un’occasione per vantare una pseudo supremazia cattolica e cristiana sul resto dell’umanità a partire dai mussulmani.

Proviamo oggi, sulla scia della strage di Oslo, di tornare con i piedi per terra, di affrontare la società gloabalizzata per quello che è, una società complessa dove il nemico non è certo chi ha la pelle di un altro colore o un credo diverso da quello cristiano. Ci aiutano le parole di Cecilia Strada di Emergency: “Chissà che la strage in Norvegia ci aiuti a capire che il nemico dei cittadini del mondo è il fondamentalismo. Non solo quando ha in mano un kalashnikov e in testa un turbante: anche quando ha gli occhi azzurri, anche quando ha la faccia del nostro xenofobo, omofobo, razzista, rassicurante vicino di casa”.

O anche quelle che, con il nick Ferrini vengono scritte su Facebook: “E’ davvero singolare che un cristiano faccia una strage del genere. Quando insegni piogge di fuoco, diluvi universali, piaghe, lapidazioni e promuovi intolleranza verso i gay, le coppie di fatto o i divorziati, la gente dovrebbe venire su abbastanza equilibrata”. Un sarcasmo di questi tempi molto utile per ragionare sulla deriva della cultura occidentale dopo l’11 settembre, come utile a riflettere è la miscellanea di freddure dedicate da Spinoza.it alla strage.

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