Firenze sogna ma non dorme

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Spesso accusata di essere una città sonnolenta e passiva, immobilizzata dal suo stesso glorioso passato ma incapace di vivere il presente e progettare il futuro, Firenze si prende adesso una piccola rivincita, tornando alla ribalta con tanti gruppi e associazioni attivi su più versanti. Abbiamo chiesto ad alcuni movimenti di raccontare se stessi e il loro lavoro.

Ornella De Zordo per il Laboratorio per la Democrazia

In autunno il Laboratorio per la Democrazia continuerà il lavoro dei gruppi tematici che si riuniscono per approfondire e studiare gli argomenti di cui si occupano, cercando di realizzare eventi e mobilitazioni verso l’esterno. Le linee direttrici principali sono anzitutto il rapporto tra giustizia e informazione che è un tema forte. Insieme ad altre associazioni stiamo organizzando la manifestazione del 14 settembre a Roma. Un gruppo tematico si occupa della sicurezza, troppo spesso associata semplicemente a criminalità o immigrazione. Abbiamo cercato di definire quando i cittadini si sentono sicuri e ci siamo accorti che è quando si sentono garantiti rispetto alla casa, al lavoro ed all’assistenza sanitaria. Riguardo il Consumo critico stiamo creando una pubblicazione in collaborazione con la Camera del lavoro/Cgil di Firenze. Siamo dell’opinione che i contatti tra governo locale e cittadinanza vadano impostati in maniera diversa ed abbiamo cercato di spiegare le nostre posizioni in un documento di metodo.

Sara Nocentini per il Firenze Social Forum

Il Firenze Social Forum ha ripreso i lavori il 2 settembre concentrandosi su due obiettivi principali. Il primo è riprendere la discussione sui grandi temi della politica – girotondi, giustizia, scuola, manifestazione del 14. Il secondo riguarda temi come quello dei migranti e della guerra in Iraq. Si sono riattivati i gruppi di lavoro e ci sono stati due incontri di carattere nazionale del gruppo Migranti e del gruppo Istituzioni totali. A queste attività si affianca quella di organizzazione dell’European Social Forum di novembre. A questo proposito è stato attivato un gruppo Sensibilizzazione che si occupa di informare la cittadinanza sulle tematiche del movimento (volantinaggio, manifesti, eventi, feste) cercando di raggiungere soprattutto quella fascia di cittadini tendenzialmente più estranea alle tematiche del Social Forum. Ultimamente il gruppo si sta occupando della campagna di ricerca degli alloggi per le persone che arriveranno a novembre.

Enrico Pezza per la Rete Lilliput

Attualmente la Rete Lilliput sta lavorando soprattutto sul capitolato etico di quello che verrà mangiato, bevuto e consumato durante i giorni dei lavori del Social Forum Europeo, in modo che tutto ciò sia scelto in base ai principi del consumo critico ed Equo e Solidale. Si tratta di un lavoro abbastanza complesso che svolgiamo in collaborazione con altre realtà quali, ad esempio, Agesci e Tavola per la Pace. Stiamo anche partecipando alla definizione di parte del programma del Social Forum. A livello locale continuiamo l’opera di sensibilizzazione sulla Legge 185 in tema di commercio delle armi e sul coinvolgimento delle banche attraverso la Campagna Banche Armate. Il nodo di Firenze sta inoltre lavorando ad un accordo con Quadrifoglio, la municipalizzata dei rifiuti, per una campagna di comunicazione da condurre insieme sui vantaggi del riciclaggio.

Indymedia

Indymedia è fondamentalmente un sito web che si occupa di controinformazione. Nato a Seattle nel 1999 ha trovato la sua prima attività nella copertura delle manifestazioni in occasione dei vertici “globali” dove si prendono le decisioni sulla distribuzione della ricchezza nel mondo. Questa pratica si è poi espansa a macchia d’olio in entrambi gli emisferi dimostrando la necessità, o la carenza, d’informazione sulle lotte che quotidianamente le persone si trovano costrette ad affrontare. Come nodi locali cerchiamo di ricreare un legame tra queste informazioni che appaiono lontane e la città. Ci proponiamo di partecipare alle iniziative proposte da altri, se non direttamente da noi, all’interno delle quali gestiamo spazi per diffondere il materiale che viene via via prodotto dai vari Indymedia nel mondo (ad esempio i documentari su Argentina, Palestina, l’11 settembre… oltre che quelli tristemente famosi su Genova). Oltre a questo proviamo a esportare un modello di informazione diverso: l’utilizzo di internet per la circolazione delle notizie rende possibile un passaggio per cui non si è più esclusivamente fruitori ma si può anche mettere in circolazione l’informazione. Accanto ci sono le mailing-list, le cosiddette assemblee permanenti (strumento che permette a gruppi di persone di scambiarsi messaggi di posta) e alcuni “paletti” come l’apertura e l’orizzontalità favoriscono la crescita di questo media.

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