Firenze, gli interventi del secolo

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La più importante trasformazione dal periodo in cui Firenze fu la capitale d’Italia, dal 1865 al 1870». Così il sindaco Leonardo Domenici ha descritto alla stampa internazionale gli interventi urbanistici programmati e realizzati dalla sua giunta negli ultimi nove anni. L’Altracittà ha scelto di presentarvi tre trasformazioni tra le più rilevanti per impatto e per le ricadute che avranno sulla città.
Parcheggio della Fortezza – Il project financing per eccellenza: molto probabilmente verrà studiato all’università per capire come sia antieconomico costruire una grande opera pubblica con le modalità scelte dalla giunta fiorentina. Il fallimento dell’operazione parte da un progetto che prevedeva una galleria commerciale a ridosso della Fortezza e un piano interrato del parcheggio che andava a toccare la falda fiorentina; un progetto approvato e poi rimangiato dall’amministrazione, che per tale scelta (e per altri errori legati ai parcheggi Alberti e Beccaria) dovrà molto probabilmente pagare penali ai privati, con i soldi dei contribuenti (Ici, multe, tasse comunali), per circa 27 milioni di euro. Iniziate ad aprire il portafoglio: in media ogni fiorentino pagherà 73 euro. Non appena la Corte dei Conti si è mossa per indagare su tale misfatto, per togliersi d’impaccio Domenici ha dichiarato «Con il project financing il Comune non realizza direttamente le opere, né ne è il controllore.» Proprio quello che ci si aspetta da un sindaco, no?
Tunnel Alta velocità ferroviaria – L’Alta velocità è il progresso, la modernità, l’infrastruttura principale su cui tutti noi raggiungeremo un futuro prospero e radioso. Fine dello spot, guardiamo alla realtà adesso. La giunta Domenici ha voluto a tutti i costi (letteralmente, l’appalto vale oltre un miliardo di euro) la costruzione di un tunnel sotterraneo che collegherà Campo di Marte a Castello. Oltre 7 chilometri di scavo che bloccheranno la città per anni e che dissangueranno le casse dell’erario. La domanda di molti è: non c’era nessuna alternativa? Sì, l’attraversamento della città in superficie, come sostengono urbanisti, ingegneri e comitati di cittadini. Basterebbe allargare di un binario alcuni brevi tratti dell’attuale sede ferroviaria; ma così il costo sarebbe molto inferiore al tunnel e quindi poco compatibile per lo ‘sviluppo economico’ delle imprese che costruiranno la grande opera (e che la falda ce la mandi buona…)
Castello – 168 ettari di fianco all’aeroporto dove far sbizzarrire lo spirito del costruttore italiano per eccellenza: Salvatore Ligresti, presidente di Fondiaria-SAI proprietaria dell’area. Nell’aprile del 2006 Domenici & Ligresti presentano pomposamente il progetto, valore approssimativo un miliardo di euro: «Oggi esiste una nuova frontiera del costruire, creeremo un nuovo paesaggio» (Ligresti); ma anche «Un progetto all’altezza di Firenze e della sua storia» (Domenici). L’enorme programma di edificazioni poggia però su basi fragili, per non dire paradossali. Il rischio d’impresa per Ligresti è troppo alto, non può costruire civili abitazioni a pochi metri dall’aeroporto, rimarrebbero molto probabilmente invendute. In soccorso del costruttore arriva così una convenzione firmata da Palazzo Vecchio nel 2000, anno II dell’era Domenici, che offre a Ligresti la possibilità di costruire i palazzi pubblici che sorgeranno nell’area. Si parla delle nuove sedi della Regione e della Provincia, che però non mettono niente nero su bianco, e oggi lasciano il cerino acceso nelle mani del sindaco.
Si ferma così un altro fulgido esempio di trasformazione della città… perlomeno dal 1865 ad oggi.

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