Firenze dissestata

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Hanno suscitato reazioni un po’ scomposte nella giunta fiorentina i dati sulla qualità della mobilità del Rapporto Aci-Eurispes, che, in un quadro nazionale non esaltante, evidenziano per la provincia di Firenze grossi problemi di inquinamento, sfiducia generalizzata nel trasporto pubblico e anche l’attaccamento ostinato alle proprie abitudini. Spicca su tutti il dato degli incidenti stradali – erroneamente definiti ‘mortali’ – che colloca Firenze al secondo posto, dopo Milano e insieme a Rimini, nella classifica delle province più rischiose, con un dato che è il doppio della media nazionale. Non ci sembra azzardato ipotizzare che nel capoluogo questo numero possa anche essere più alto, e che, insieme ad altri fattori, sia lo stato indecente delle strade a farlo lievitare. E non parliamo solo delle antiche vie lastricate e ormai sconnesse, né di vecchi asfalti provati dall’usura, ma anche di strade nuove di zecca e già piene di crepe, dossi e buche. Per tacere delle meravigliose rotonde che spuntano ovunque ci sia lo spazio, e anche dove non c’è (vedi l’esperimento di via Pistoiese), alcune assai mal fatte e pericolose, specialmente per chi viaggia su due ruote. Ci chiediamo dunque: esiste un controllo sui lavori stradali? Chi lo esercita, e soprattutto, chi paga per gli errori?

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