Firenze come Vienna

image_pdfimage_print

Se ci credete davvero, e siete in buona fede, mettete il mega-inceneritore in centro! Negli USA, dal 1985, 300 progetti di inceneritori sono bloccati, e da 8 anni non se ne costruiscono più. Diverso è il caso di Vienna, dove l’amministrazione ha affidato a un architetto pseudo-ecologista il progetto miliardario della facciata del mega-inceneritore. L’architetto è andato a vivere in Nuova Zelanda, ma ai viennesi è rimasto un colosso colorato e surreale, trasformato nell’ennesima attrazione turistica della città.
Perché i nostri politici non imitano Vienna? Potrebbero stampare tante cartoline colorate, ed esportare le ceneri, a caro prezzo, in una cava a distanza di sicurezza, in Germania, dove finiscono anche le ceneri tossiche dell’inceneritore di Brescia.
Per quanto l’Irlanda, paese europeo meno aggredito dagli inceneritori, ai test scientifici risulti il meno inquinato da diossine, continuate a sostenere che gli impianti moderni sono assolutamente innocui. Allora vi invitiamo a piazzare “il mostro” a due passi da Palazzo Vecchio: questo finalmente rappresenterebbe un test credibile, sulla vostra buona fede.
Con questa provocazione il professor Connett (docente di chimica negli Stati Uniti, impegnato da vent’anni in tutto il mondo contro gli inceneritori, ai quali contrappone una “Strategia Rifiuti Zero”) ha sfidato la Commissione Comunale Ambiente a rivedere le sue posizioni, durante un’audizione pubblica in Palazzo Vecchio lo scorso 24 settembre.
Noi rilanciamo la provocazione, e la motiviamo: le periferie sono già gravate da altre scelte amministrative di grande sensibilità ambientale, come piste aeroportuali inquinanti e rumorose, autostrade, superstrade, svincoli, grattacieli, poli industriali, grandi distribuzioni, multisala. Non ne possono più.
L’argomento preferito in favore dell’inceneritore è l’emergenza: “Siamo pieni di rifiuti! Non possiamo continuare così! Non siamo autosufficienti! Dobbiamo esportarli! Così facendo incentiviamo la mafia!”.
Ma se valutiamo i tempi, i conti non tornano. Quanto tempo occorre per progettare e costruire un inceneritore? Almeno cinque anni dal momento dell’ultima autorizzazione a procedere. E quel momento è ancora lontano. Nel frattempo è stato deciso un piccolo ampliamento della discarica di Case Passerini: 700.000 metri cubi! Dunque l’inceneritore non ci risparmierà lo spettacolo e gli odori nauseanti della discarica a cielo aperto. D’altra parte scopriamo che in cinque anni altre città della dimensione di Firenze, passando dalla raccolta stradale multi-materiale alla raccolta domiciliare mono-materiale, hanno ridotto del 20% la produzione dei rifiuti, quintuplicato il riciclaggio, e fatto a meno dell’incenerimento, con benefici per l’ambiente e per l’occupazione.
Ma allora, invece di sperperare tutti quei milioni di euro in una caldaia inefficiente e puzzolente che manda in fumo tante risorse, perché non sfruttare quel tempo per farla finita col problema rifiuti? Perché rimandare?
Cominciamo subito a educare la comunità incentivando industrie e distribuzioni a una razionalizzazione degli imballaggi. Organizziamo subito il ritiro porta a porta del differenziato. Tra cinque anni, quando forse l’inceneritore non sarà ancora in funzione, potremmo già non averne più bisogno.
“Se ce la fa San Francisco, con i suoi 776.000 abitanti, potrebbe farcela anche Firenze con i suoi 356.000, a patto di averne la volontà politica”. E qui sta il problema. Il ritornello non cambia: “L’inceneritore s’ha da fare”. Ad ogni costo. Anche se è illogico, superato, pericoloso e soprattutto indesiderato. A questo punto, visto che l’inceneritore viene spacciato ai cittadini come un’innocua fucina di energia e calore, avviciniamolo alle case!
Asciughiamo la biancheria, cuciniamo le tagliatelle domenicali al suo fuoco amico, e vediamo un po’ cosa pensano i cittadini del centro della ricaduta di ceneri volatili sui tetti delle loro case, sulle loro lenzuola stese, e nel fondo dei loro polmoni.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *