Firenze, sgomberato il mercatino multietnico. In tanti pagavano il suolo pubblico

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Firenze, sgomberato il mercatino multietnico
Blitz improvviso della polizia municipale su ordine dell’amministrazione comunale. L’assessore Saccardi: “Area degradata e luogo di spaccio”. I commercianti: “Siamo innocenti, ci hanno tolto il lavoro”
FIRENZE – Neanche tre ore di sgombero forzato e il mercatino multietnico di Firenze non esiste più. Con un blitz improvviso alle prime ore dell’alba, la polizia municipale di Firenze, in seguito all’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco, ha cancellato la realtà commerciale nel lungarno Pecori Giraldi, alle porte del centro storico, sequestrando tutta la merce in vendita e abbattendo le bancarelle. Erano quasi 50 gli immigrati che vendevano i loro prodotti nel mercato. La motivazione dello sgombero, secondo l’assessore al sociale Stefania Saccardi, è principalmente il “degrado dell’area”, dove si registravano ad tempo “attività illegali come lo spaccio di droga e la vendita di merce contraffatta, oltre alle condizioni igienico sanitarie disastrose e alla presenza di immigrati che trascorrevano la notte tra le bancarelle”. Inoltre, precisa l’assessore, “i venditori del mercatino non erano più gli stessi che avevano cominciato l’esperienza alle origini” e dunque “molti di loro non avevano l’autorizzazione a stare in quest’area”. “Nel corso degli ultimi anni – aggiunge Saccardi – la polizia era intervenuta più volte per ripristinare la legalità dell’area, ma dopo poco tempo si era ritornati punto e a capo”.
Rabbia, sconcerto e disperazione tra gli immigrati che gestivano le bancarelle del mercato, increduli di fronte ad uno sgombero che li ha colti letteralmente di sorpresa: “Siamo qui da dieci anni su iniziativa del Comune – spiega Djtte Seydi, presidente dell’associazione Culture del Mondo, coordinatrice dei commercianti dell’area – Pagavamo ogni mese l’occupazione del suolo pubblico e le bollette della luce, rispettando gli accordi stipulati originariamente con l’amministrazione comunale. Non è vero che non c’erano più i commercianti dell’elenco originario. A parte due o tre, eravamo gli stessi. Lo spaccio? Esisteva ma era esterno al mercato e non coinvolgeva noi commercianti”. Una donna somala non riesce a trattenere le lacrime: “Vivo a Firenze da dodici anni, il mercato multietnico era la mia unica fonte di sopravvivenza, adesso sono rimasta senza lavoro, senza niente”.
L’assessore Saccardi, incalzata dai commercianti che hanno espresso la loro rabbia a gran voce, promette alternative ai commercianti immigrati, ma “soltanto a quelli che hanno una regolare licenza di commercio itinerante”.
Quella del mercatino multietnico era un’esperienza avviata nel 2000 dal Comune, che inizialmente aveva affidato la gestione ad alcune associazioni locali. Poi la gestione, a partire dagli ultimi anni, era tornata nelle mani del Comune. Originariamente proliferavano, oltre alle attività commerciali, anche le iniziative culturali di stampo multietnico: dalle sfilate di costumi tradizionali agli incontri fino agli assaggi enogastronomici. Ma ultimamente, spiega ancora Saccardi, “non c’era niente di tutto questo e l’essenza del mercatino non esisteva più”. Adesso l’area, aggiunge l’assessore, “sarà restituita alla città e l’argine del fiume sarà risanato”. Ma i commercianti promettono battaglia. Già nel pomeriggio sono previsti manifestazioni sotto il Comune di Firenze per chiedere spiegazioni all’amministrazione fiorentina. Quello che rende più increduli gli immigrati del mercatino (e parte del mondo associativo fiorentino) è la rapidità dell’operazione di sgombero in un’area che, seppur in parte degradata, rimaneva un’esperienza unica e importante che meritava un intervento più morbido che evitasse la cancellazione dell’intero mercatino.

Fonte: Redattore sociale

Blitz improvviso della polizia municipale su ordine dell’amministrazione comunale. L’assessore Saccardi: “Area degradata e luogo di spaccio”. I commercianti: “Siamo innocenti, ci hanno tolto il lavoro”

FIRENZE – Neanche tre ore di sgombero forzato e il mercatino multietnico di Firenze non esiste più. Con un blitz improvviso alle prime ore dell’alba, la polizia municipale di Firenze, in seguito all’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco, ha cancellato la realtà commerciale nel lungarno Pecori Giraldi, alle porte del centro storico, sequestrando tutta la merce in vendita e abbattendo le bancarelle. Erano quasi 50 gli immigrati che vendevano i loro prodotti nel mercato. La motivazione dello sgombero, secondo l’assessore al sociale Stefania Saccardi, è principalmente il “degrado dell’area”, dove si registravano ad tempo “attività illegali come lo spaccio di droga e la vendita di merce contraffatta, oltre alle condizioni igienico sanitarie disastrose e alla presenza di immigrati che trascorrevano la notte tra le bancarelle”. Inoltre, precisa l’assessore, “i venditori del mercatino non erano più gli stessi che avevano cominciato l’esperienza alle origini” e dunque “molti di loro non avevano l’autorizzazione a stare in quest’area”. “Nel corso degli ultimi anni – aggiunge Saccardi – la polizia era intervenuta più volte per ripristinare la legalità dell’area, ma dopo poco tempo si era ritornati punto e a capo”.

Rabbia, sconcerto e disperazione tra gli immigrati che gestivano le bancarelle del mercato, increduli di fronte ad uno sgombero che li ha colti letteralmente di sorpresa: “Siamo qui da dieci anni su iniziativa del Comune – spiega Djtte Seydi, presidente dell’associazione Culture del Mondo, coordinatrice dei commercianti dell’area – Pagavamo ogni mese l’occupazione del suolo pubblico e le bollette della luce, rispettando gli accordi stipulati originariamente con l’amministrazione comunale. Non è vero che non c’erano più i commercianti dell’elenco originario. A parte due o tre, eravamo gli stessi. Lo spaccio? Esisteva ma era esterno al mercato e non coinvolgeva noi commercianti”. Una donna somala non riesce a trattenere le lacrime: “Vivo a Firenze da dodici anni, il mercato multietnico era la mia unica fonte di sopravvivenza, adesso sono rimasta senza lavoro, senza niente”.

L’assessore Saccardi, incalzata dai commercianti che hanno espresso la loro rabbia a gran voce, promette alternative ai commercianti immigrati, ma “soltanto a quelli che hanno una regolare licenza di commercio itinerante”.

Quella del mercatino multietnico era un’esperienza avviata nel 2000 dal Comune, che inizialmente aveva affidato la gestione ad alcune associazioni locali. Poi la gestione, a partire dagli ultimi anni, era tornata nelle mani del Comune. Originariamente proliferavano, oltre alle attività commerciali, anche le iniziative culturali di stampo multietnico: dalle sfilate di costumi tradizionali agli incontri fino agli assaggi enogastronomici. Ma ultimamente, spiega ancora Saccardi, “non c’era niente di tutto questo e l’essenza del mercatino non esisteva più”. Adesso l’area, aggiunge l’assessore, “sarà restituita alla città e l’argine del fiume sarà risanato”. Ma i commercianti promettono battaglia. Già nel pomeriggio sono previsti manifestazioni sotto il Comune di Firenze per chiedere spiegazioni all’amministrazione fiorentina. Quello che rende più increduli gli immigrati del mercatino (e parte del mondo associativo fiorentino) è la rapidità dell’operazione di sgombero in un’area che, seppur in parte degradata, rimaneva un’esperienza unica e importante che meritava un intervento più morbido che evitasse la cancellazione dell’intero mercatino.

0 Comments

  1. Luciana

    era risotto in condizioni pietose, vicino a un luogo di scalo di turisti un pessimo impatto con la città di Firenze che niente ha a che fare con la sua storia.

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  2. Luciana

    io ho fatto domanda per la licenza di mercato ambulante itinerante e c’era sccritto che non poteva essere svolto entro le mura, quel posto non era nelle zone abilitate e che non poteva essere protratta lo sosta per più di un’ora, accidenti per loro dieci anni!

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  3. Jacopo

    Ricostruzione di chi c’era…

    Renzi era in Provincia, De Siervo era assessore.
    Io insieme a una mia collega umilmente facevamo gli operatori sociali, cercando di dare una mano a chi voleva fare onestamente il proprio lavoro e aiutando alcune di quelle persone che avevano problemi sanitari, di documenti, cui serviva assistenza per ricongiungimenti familiari, ma che fieramente facevano i commercianti, con prodotti tipici africani che con sacrificio portavano su dal proprio paese d’origine.
    C’era anche lo spaccio e il degrado si molto frutto dell’abbandono e c’erano anche le tante promesse dell’amministrazione di rendere quel luogo un tempio dello scambio etnico, con mega ristrutturazione dell’area eseguita da grandi architetti, barcone sul fiume ecc ecc.
    Invece a un certo punto hanno smesso anche di pagare chi gestiva il gabbione latrina sotto al ponte che saturo sversava liquami nauseabondi all’interno dello spazio.
    Ci siamo resi conto ben presto che mancava un piano e c’era invece il vuoto delle parole inutili, ci mandavano li a tamponare una situazione potenzialmente esplosiva, censivamo come si poteva le persone, cercavamo di fornire qualche soluzione ai tanti problemi, sistemare i banchi, rassicurare, fornire qualche idea e soluzione poco attuabile come per qualche disperato sostituire la merce falsa con quella etnica ecc.
    Noi facevamo relazioni e riportavamo problemi, ma di risposte nessuna, rimpalli sulla responsabilità dell’area e qualche visita nel periodo elettorale con la politica che prometteva.

    Ieri l’altro volevo fermarmi a salutare quelle donne e uomini come ho fatto tante volte in questi anni, ma ho tirato dritto con il richiamo di casa più forte di tutto. C’erano persone per bene, famiglie, di alcuni conoscevo i bambini. Oggi a pranzo sono passato e loro non c’erano, più cancellati.

    Jacopo Landi

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  4. Maurizio Sarcoli

    Qualcuno pensa cnora renzi sia di centrosinistra? la sua storia e cultura, al dilà degli scout che sbandiera tanto a sproposito, è di tipo autoritario e allegrica al dialogo: con la scusa di sanare quello che non va si sta costruendo un sistema di potere personale a spese dei contrbuenti. Chiedete a chi lavora in Provincia chi è Renzi e che danni ha fatto.
    Io non l’ho votato e penso che adesso il PD si debba fare un bell’esame di coscienza per aver autorizzato l’ascesa di un personaggio così ambiguo e individualista. Non ci resta che sperare faccia un passo falso e sia costretto a dimettersi.
    Maurizio Sarcoli

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