Firenze, poveri e senzatetto cacciati con la forza. Ma tanto sono rom

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Ci risiamo. Un altro sgombero di un insediamento rom. Abusivo, certo. Problematico, di sicuro. Ma dove possono sistemarsi per dormire e vivere persone che non hanno nulla e per cui nessuno vuole fare nulla?
Qualcuno di sicuro sarà infastidito perché dedichiamo “troppo” spazio ai rom, poveri e malvisti, che si ostinano ad esistere anche nella nostra città. A noi questo spazio sembra ancora troppo poco, nel mare di indifferenza – se non peggio – in cui normalmente sono lasciati annegare.
Se togliessimo la parola “rom” e lasciassimo solo scritto persone? Donne, bambini e anziani senza tetto, mandati via con la forza e rapinati del poco che possiedono, che per carità e solidarietà gli era stato regalato. Allora, se non fossero “anche” rom, ma soltanto poveri cristi, ci indigneremmo almeno un pochino?
Di seguito il comunicato di Medu.
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SGOMBERO FORZATO DELL’INSEDIAMENTO ROM DI VIA BARACCA A FIRENZE

Nella mattinata di oggi (ieri 5 dicembre, n.d.r.) si è chiuso l’ultimo capitolo della vicenda relativa all’insediamento rom di via Baracca, con il finale rituale di uno sgombero che ha coinvolto Polizia Municipale e Quadrifoglio. Nell’insediamento trovavano riparo circa 35 persone, delle quali due bambini sotto i tre anni, tre persone anziane affette da patologie rilevanti e quattro donne in stato di gravidanza, di cui due a termine che proprio oggi erano state visitate dai presidi sanitari.

Nei giorni scorsi Medu aveva provveduto alla fornitura di quattro tende e una trentina di coperte, per dare riparo urgente ai soggetti più vulnerabili, proseguendo le consuete visite di assistenza sanitaria e orientamento ai servizi. Le forze dell’ordine hanno provveduto oggi a sequestrare tutto ciò che hanno rinvenuto sul campo (compresi i beni donati da MEDU e gli effetti personali), abbattendo le due piccole baracche in legno presenti sul posto.

Non sono state previste soluzioni di emergenza per l’accoglienza degli abitanti, in considerazione anche della stagione rigida e delle piogge. I rom, privi degli effetti personali e di un riparo per la notte, si sono recati alla parrocchia delle Piagge, chiedendo un aiuto che senza un supporto delle Istituzioni competenti non è possibile dare.

Constatiamo amaramente che ancora una volta è stata usata la forza per trattare come un problema di ordine pubblico una questione di accoglienza e dignità delle persone, destinata in tal modo non certo a risolversi ma ad aggravarsi ulteriormente. In questo momento di emergenza attendiamo una risposta da parte dei soggetti istituzionali deputati a risolverla, perché possano, pur con ritardo, provvedere adeguatamente.

www.mediciperidirittiumani.org

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0 Comments

  1. Mario

    Nel grande rinnovamento voluto da Renzi, non c’è spazio per l’accoglienza. Né per i rom né per i profughi del Corno d’Africa. E non gli interessa nemmeno degli sfrattati. E’ tutta gente che viene male in tv.
    Da notare come ancora una volta queste emergenze sono lasciate al buon cuore di pochissimi ostinati: la comunità delle Piagge ha aperto le porte del proprio centro sociale a questi sgomberati.
    La chiesa del Vescovo, invece, con tutto che non paga l’Ici, il portone di tutti i conventi vuoti lo tiene ben chiuso.
    Che schifo.

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