12 dicembre 2018

Firenze in mano ai proprietari privati? Il Next-Emerson si mette in gioco

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foto di Spazi Liberati

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Csa Next-Emerson, Comitato SanSalvichipuò, Comitato di cittadini viale Belfiore-Marcello, Comitato ex-Panificio Militare, Comitato giardino dei Pazzi, perUnaltracittà-lista di cittadinanza, Spazi Liberati-lotte locali e proposte dal basso.

Movimenti e comitati contestano la visione privatistica del Comune di Firenze
Urbanistica, la proposta per un “pubblico avviso” autogestito
Il nuovo Regolamento Urbanistico contenga per le aree dismesse la destinazione per uso culturale, sportivo e sociale.

FIRENZE – “Il Next-Emerson risponde al bando di “pubblico avviso”, preliminare alla redazione del Regolamento urbanistico del Comune di Firenze, presentando una manifestazione di interesse sull’area che da anni sta occupando, nella quale ha avviato esperienze culturali e sociali di grande rilevanza. La manifestazione di interesse nextemersoniana, concentrandosi sulla destinazione del luogo industriale occupato, fornisce l’occasione per richiedere al Comune l’introduzione di una nuova voce di destinazione d’uso che preveda sia l’autogestione dell’edificio che l’uso culturale, sportivo e sociale. ”

Lo ha annunciato stamani al presidio organizzato sotto l’assessorato all’urbanistica del comune di Firenze lo stesso Centro sociale autogestito insieme al Comitato SanSalvichipuò, Comitato di cittadini viale Belfiore-Marcello, Comitato ex-Panificio Militare, Comitato giardino dei Pazzi, perUnaltracittà-lista di cittadinanza, Spazi Liberati-lotte locali e proposte dal basso.

I promotori della proposta collettiva di interesse al Comune hanno inoltre aggiunto come “l’operazione del Next-Emerson miri innanzitutto a formulare una pesante critica all’istituto del ‘pubblico avviso’ previsto dal regolamento R/3/2007, art. 15, alla LR 1/2005 (Norme sul governo del territorio) ma applicato in maniera restrittiva dal Comune di Firenze che prevede i desiderata solo dei proprietari – e non di altri portatori di interesse – di edifici in trasformazione di superficie maggiore ai 2000 mq”.

Il meccanismo e le contraddizioni della “manifestazione d’interesse” coinvolgono molti contenitori dismessi, pubblici e privati, del nostro territorio e molti comitati che da anni stanno lavorando sui temi del riuso e della riconversione hanno presentato manifestazione d’interesse per le aree sulle quali fanno proposte per un un uso sociale e collettivo: il Comitato SanSalvichipuò, il Comitato di cittadini viale Belfiore-Marcello, il Comitato ex-Panificio Militare. Le richieste sono state oggi consegnate agli uffici di via Andrea del Castagno seguendo la procedura indicata dallo stesso Comune.

Con il meccanismo del “pubblico avviso” – di cui sarebbe auspicabile l’abrogazione nella revisione della legge 1/2005 e dei regolamenti attuativi – il Comune rinuncia al proprio ruolo dando mandato ai privati di ridisegnare la città, considerato che la totalità di queste aree ammonta a più di 1 milione di mq. Tutto ciò, peraltro, in contraddizione con le modalità messe a punto dalla Regione Toscana con la legge 40/2011. Pensiamo che il Piano Strutturale e il conseguente Regolamento Urbanistico non possano prescindere da un’idea di Firenze città aperta, non ulteriormente cementificata e con spazi ad uso pubblico e sociale, e per questo non possono essere ascoltati solo i proprietari delle aree in trasformazione, le uniche sulle quali ormai si può agire.

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