21 novembre 2018

Firenze, due suicidi in carcere: un detenuto e un agente penitenziario

image_pdfimage_print

Un detenuto di 35 anni, di origine maghrebina, inalando gas, nella sua cella del carcere di Sollicciano a Firenze. Sempre a Firenze, venerdi’ scorso, si e’ impiccato un assistente capo della polizia penitenziaria, 42 anni, in servizio presso il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria del capoluogo toscano, gia’ in congedo straordinario per malattia.

Lo rende noto il segretario generale della Uil Pa penitenziari, Eugenio Sarno, sottolineando che dall’inizio dell’anno sono stati 63 i detenuti che si sono tolti la vita. ”Il fenomeno dei suicidi in cella e tra il personale penitenziario – commenta Sarno – dovrebbe obbligare chi detiene responsabilita’ amministrative e politiche ad interrogarsi sui perche’ e imporrebbe una ricerca di soluzioni possibili, alle quali non appartiene per nulla la recente norma sulla detenzione domiciliare. Invece assistiamo a uno sconcertante silenzio che accompagna l’evidente inoperosita’ di Governo e Dap”.

La Uil Pa penitenziari sottolinea poi, ”per l’ennesima volta”, la cronica deficienza degli organici del personale penitenziario. ”Proprio ieri – aggiunge Sarno – il ministro Alfano ha celebrato il ventennale della riforma del Corpo, sottolineando gli straordinari meriti delle donne e degli uomini dei baschi blu. Alle apprezzate e condivise parole del Guardasigilli, pero’, fa da contraltare la realta’ di un sistema penitenziario incapace di assicurare dignita’, legalita’ e sicurezza a chi vive e lavora all’interno dei nostri penitenziari. I tagli lineari operati dal Governo Berlusconi impediscono la necessaria realizzazione di quegli interventi di manutenzione straordinaria per tenere in piedi edifici degradati e cadenti, nel mentre si continua a far riferimento ad un piano carceri tanto annunciato quanto fantasma”.

Aveva il fine pena nel 2011 il detenuto suicidatosi la notte scorsa a Sollicciano: l’uomo si e’ tolto la vita aspirando il gas di una bomboletta nel gabinetto della cella. E’ quanto spiega Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze secondo il quale . ”il sovraffollamento ha provocato un’altra vittima innocente”. Sempre in base a quanto riferito da Corleone, tutto e’ accaduto intorno a ”mezzanotte, nella cella erano in sei persone e secondo quanto dichiarato dalla direzione, il soccorso dei compagni, della polizia penitenziaria e dei medici e’ stato immediato ma non c’e’ stato niente da fare”. ”Questa morte – conclude Corleone – e’ una risposta eloquente a chi ha dipinto il carcere come un luogo da cui si esce facilmente per legge. Magari per la cosiddetta ‘svuota carceri’. Verificheremo le cause della morte attraverso i risultati dell’autopsia, ma certo questo ulteriore dramma obbliga a ripensare le condizioni di vita in un carcere illegale”.

Fonte Ansa

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *