Firenze, 400 euro di multa al Comitato per l'acqua bene comune

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Riceviamo da Saverio Tommasi e pubblichiamo

“A Firenze la Polizia Municipale funziona alla grande!”. Ho almeno quattro conoscenti che ci lavorano, con un tocco di ironia e una spruzzata di sarcasmo, ridono. E si vergognano. Sono amici miei e gli voglio bene, in fondo la pensano come me, cioè che c’è qualcosa di ingiusto, un odore di marcio, un bacillo corrosivo del vivere umano, nel multare chi chiede l’elemosina e nell’elevare verbali di sequestro di quattro o dodici euro raccolti con la mano tesa in una giornata di questua. Ma a Firenze si può. Nella città del sindaco giovane, di destra e bugiardino, si può. E si può anche, nella città del sindaco che alla vigilia del voto di fiducia alla Camera va a trovare il presidente del consiglio nella sua dimora privata, multare coloro che in possesso di regolare permesso di soggiorno manifestano a favore dell’acqua. A Firenze si può multare il Comitato che informa sui referendum di cui la televisione non parla, oppure che comprime fra il culo di Vespa e le zanzare dell’Honduras, dove gli ex Famosi si giocano la dignità al ritmo della Simona nazionale.

Il fatto è questo: multa di 398 euro al Comitato Fiorentino per il SI’ ai Referendum. La colpa: aver violato l’articolo 23 del Codice della Strada, quello sulla “pubblicità fonica”. Il fatto che non fosse pubblicità generica ma uno strumento di comunicazione per dare concretezza ed efficacia al diritto di manifestare non è stato preso in considerazione. Il fatto che il banchino avesse l’autorizzazione per stare lì è stata considerata un’irrilevante appendice. Il fatto che la potenza dell’impianto fosse limitatissima una quisquilia.
Ebbene, non si tratta solo di una pesante multa per il Comitato per l’acqua bene comune, ma anche di evitare che questo fatto rappresenti un precedente che crea complicazioni e limitazioni alla libertà di manifestare, che è cosa ben diversa dal “fare pubblicità”.
E’ chiaro che al sindaco fiorentino che vorrebbe modificare la Costituzione, al pari del suo omologo che organizza festini e ricorre alla chimica per parteciparvi, le manifestazioni stanno sul gozzo e la partecipazione della gente sta sul culo. E’ chiaro che per il nostro dipendente più alto in consiglio comunale partecipazione significa lui che parla e la gente intorno che dice “ganzo, il nostro sindaco”.
E’ chiaro che c’è del cattivo odore nell’aver concesso a MTV, una delle televisioni più ricche del pianeta, l’utilizzo gratuito di piazza Santa Croce, accollandosi il Comune (cioè noi) tutte le spese [fatto smentito dal Comune, n.d.r.], e poi nel decidere di far cassa comprimendo il diritto a informare sui referendum del 12 e 13 giugno. Tutto chiaro, insomma, fuorché dove sia finita la nostra democrazia.

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