Firenze 2009, due trans prese a sprangate

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”Nella notte tra il 2 e il 3 maggio, due ragazze transessuali sono state aggredite da un gruppo di ragazzi italiani tra i 17 e i 25 anni, che, armati di spranghe di ferro, le hanno picchiate, insultate e hanno distrutto le loro auto”. Lo riferisce Francesco Piomboni, presidente Arcigay Firenze ‘Il Giglio Rosa’. ”Si tratta di un episodio che ci inorridisce – commenta Piomboni -, proprio a pochi giorni dalla celebrazione, anche a Firenze, della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e la Transfobia (17 maggio). Esprimiamo la nostra solidarieta’ alle due ragazze oggetto della vile aggressione, e ci auguriamo che le autorita’ competenti non lascino, come purtroppo e’ gia’ accaduto in piu’ parti d’Italia, impuniti gli aggressori. E’ necessario, e quest’ennesimo tragico episodio ne e’ la palese dimostrazione, l’intervento del Governo e del Parlamento”. L’ex parlamentare Vladimir Luxuria, commentando l’episodio, chiede che il ministro Carfagna ”avvii un iter legislativo sulla discriminazione omo/transfoba da integrare alla legge Mancino del 1993”. I due transessuali, secondo quanto reso noto da Matteo Pegoraro, dell’associazione per i diritti umani Everyone, non sarebbero stati picchiati. Pegoraro riferisce che ”la violenza degli aggressori si e’ scagliato contro le auto delle due ragazze che in precedenza erano state minacciate e offese”. L’ aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 4.30.  [Ansa]

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  1. Per Unaltracittà

    “Siamo vicine alle due ragazze e a tutto il movimento GLBT”. E’ la solidarietà espressa dalla lista Per Unaltracittà e dalla candidata sindaco Ornella De Zordo alle due ragazze transessuali aggredite nella notte tra il 2 e 3 maggio al Parco delle Cascine a Firenze. “Si tratta di un atto gravissimo – hanno detto Silvia Chiarantini e Francesca Conti, candidate per il Consiglio Comunale nelle liste di “Per Unaltracittà” – ci auguriamo le autorità competenti non lascino impuniti gli aggressori”.

    “In tema di sicurezza – hanno commentato le candidate – si fa sempre più urgente riconoscere come aggravanti i reati contro le persone omosessuali e transessuali attraverso l’approvazione di uno specifico provvedimento contro l’omofobia, anche per riaffermare la laicità delle istituzioni. Non molti mesi fa il Vaticano si è opposto al Progetto dell’Onu per la depenalizzazione universale del reato di omosessualità. Questo episodio di violenza – hanno concluso – ci da’ la misura della crisi culturale che attraversa questo Paese ed è frutto di una politica che crea un clima d’odio, identificando con precisione la categoria del diverso su cui riversare tutti i malesseri”.

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