Finita l'occupazione dei richiedenti asilo: da Renzi un perentorio ordine di sgombero

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Riceviamo e pubblichiamo

Dopo anni di pellegrinaggio tra strutture a tempo, dopo infernali viaggi della morte attraverso i deserti del Sudan e della Libia, dopo essere sopravissuti al più grande cimitero del mondo, il mare Mediterraneo, questa mattina una quarantina di richiedenti asilo etiopi e eritrei hanno occupato la struttura comunale del Fosso Macinante, la ex sede di Medicina sportiva. Questa struttura era destinata inizialmente all’accoglienza e successivamente ad una misteriosa foresteria per il grande Parco della Musica in costruzione.

Dopo due ore di apparente calma hanno cominciato a radunarsi piccoli eserciti di carabinieri, agenti DIGOS, funzionari del Comune, politici di turno e Vigili Urbani con il perentorio ordine di sgombero ordinato dall’infuriatissimo Sindaco di Firenze Matteo Renzi in persona, infuriato per avergli rovinato la giornata di festa. A nulla sono valsi
gli interventi della consigliera comunale Ornella De Zordo e del presidente dell’ANPI Sarti.

Così, dopo un paio d’ore di tira e molla, gli occupanti sono usciti senza accettare le proposte (misere) del Comune. Le proposte sono la ripetizione stantia dell’accoglienza a tempo, del controllo semi-militare e condizionante della vita stessa (gli orari, le tessere etc). Forme dell’accoglienza ad appalto e senza prospettive…

Il Sindaco Renzi dovrebbe riflettere seriamente sulla “nuova resistenza” in corso d’opera di questi tempi e meditare sull’insano gemellaggio con capitali di regimi dittatoriali come l’Aasmara (eritrea) invece di bastonare i richiedenti asilo residenti a Firenze.

Di sicuro la lotta per il riconoscimento totale del diritto alla vita dei richiedenti asilo è appena cominciata.

I richiedenti asilo eritrei e etiopi, il Movimento di lotta per la casa  di Firenze

0 Comments

  1. Walter

    Sarebbe necessario informarsi meglio, prima di scrivere certe “bischerate”.
    1) Firenze è già gemellata con Asmara (Aasmara NON esiste ed Eritrea si scrive con la E).
    2) “Regime dittatoriale”. Soltanto la sovranità di un Popolo può asserire una cosa del genere. e non chiunque! Anche perchè potrebbe “passare” per vie legali!
    3) La “nuova resistenza” è costituita da un manipolo di pseudo preti; tre. o quattro, somali e, guarda, guarda un paio di napoletani (per la precisione).
    Cordialità

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  2. Habteyes

    Mi dispiace molto per l’Eritrei che emmigrano da paradiso a un inferno per colpa dei delinquenti.Il governo eritreo lavora giono e notte per migliorare la vita del popolo eritreo. Chi scappa da questa realta deve chiudere il bècco.

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    1. red

      Dice il saggio: il mondo è bello perché è vario. In questo vario (e avariato) mondo c’è anche chi apprezza il regime eritreo, dove i dissidenti riempiono le carceri o spariscono nel nulla. E c’è chi si attacca agli errori di battitura, da cui peraltro non è esente, invece di preoccuparsi della propria miopia, che gli fa vedere somali e napoletani (?) là dove ci sono persone in difficoltà.

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  3. Maurizio Sarcoli

    a proposito dell’intervento di Walter, il censore di errori grammaticali, vorrei ricordare il racconto di Gianni Rodari su un professore che incontra alcuni emigranti del sud Italia che sbagliano la grammatica dicendo ‘ho andato’ invece che ‘sono andato’
    ecco ciò che fa dire al suo personaggio professor Grammaticus
    “- Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice, sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo essere: io sono, tu sei, egli è…
    – Eh,- disse l’emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, e là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
    E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: – Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose! ”
    il testo integrale è reperibile su
    http://venus.unive.it/italslab/quattropassi/prof1.htm

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