10 dicembre 2018

Figli del ghetto

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L’oggetto di questo libro è l’interazione degli italiani con i rom, focalizzando l’uso strumentale di questa e altre etichette ‘etniche’. Come nota l’autore ‘i campi li facciamo noi, i nostri architetti, ingegneri, geometri e sono una rappresentazione architettonica di come noi vediamo loro, gli zingari’. Attraverso il racconto di quattro episodi accaduti a Napoli nel 2000, il libro offre una prospettiva diversa sul problema dei campi rom, in questo caso ‘contenitori isolati e isolanti’ che sono frutto della nostra visione del mondo, proiezione tangibile e concreta dei nostri pregiudizi, funzionali a esigenze politiche, sociali ed economiche che ben poco hanno a che vedere con quelle delle persone che ospitano, molto di più con quelle di chi le gestisce.

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