Fiaccolata per Santoro, la Firenze laica scende in piazza lunedì alle 18

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Firenze non resta indifferente: l’allontanamento di Don Alessandro Santoro, prete delle Piagge, dalla sua Comunità ha aperto una ferita dolorosa nel Quartiere 5 e nell’intera Città. Una ferita dolorosa, per chi sta a fianco degli ultimi, per chi sente che il lavoro di Alessandro e le attività della Comunità in questi 15 anni sono stati determinanti per la vita quotidiana e per l’esistenza concreta di tante persone, spesso tenute al margine dalle stesse istituzioni.

Il provvedimento dell’Arcivescovo Betori, che fa appello alle fredde regole del diritto canonico, spazza via con incomprensibile violenza un pezzo di questa storia, tornando a rendere invisibili e marginali quelle vite che Alessandro aveva resto visibili e protagoniste.

Con il suo provvedimento l’Arcivescovo non solo allontana Alessandro dalla sua Comunità, ma lo intima a lasciare le cariche sociali che egli ricopre all’interno dell’associazione di volontariato Il Muretto e delle cooperative Il Cerro (inserimenti lavorativi) e Il Pozzo (educativa), decapitando così l’insieme delle attività legate all’esperienza delle Piagge. Questo atto di ingerenza ci appare grave e inspiegabile, perchè lede palesemente il diritto di un cittadino italiano alla libera associazione, garantito dall’articolo 18 della Costituzione.

Vogliamo ricordare che si tratta di attività educative (scuola per adulti, scuola per stranieri, doposcuola, corsi di alfabetizzazione, attività per bambini); attività lavorative (recupero e riciclaggio, agricoltura biologica); attività sociali (inserimenti socio-terapeutici, accoglienza a bassa soglia, assistenza legale gratuita, attività in carcere); attività culturali (incontri, casa editrice Piagge, giornale Altracittà); economie solidali (microcredito, percorso verso la Mag, commercio equo-solidale, Gruppi di acquisto solidale).

Come cittadini di Firenze ci sentiamo direttamente colpiti da tutto questo, ma siamo convinti che il finale della vicenda non sia ancora scritto.

Vogliamo sperare che il dialogo non sia chiuso prima di iniziare, che l’Arcivescovo possa incontrare la Comunità delle Piagge e ascoltare la voce delle tante persone che ne fanno parte.

Vogliamo sperare che Alessandro possa presto tornare fra la sua gente e che la ferita che si è aperta nella nostra Città possa essere sanata.

Vogliamo essere a fianco della Comunità delle Piagge, con umanità, con affetto, con il sostegno concreto alle tante iniziative e alle tante importanti attività che porta avanti, rendendo Firenze una città più aperta, più solidale, più accogliente: una città migliore.

Per questo lunedì 9 novembre alle 18 accenderemo le nostre fiaccole di fronte all’Arcivescovado di Firenze, in Piazza del Duomo e invitiamo tutte e tutti a partecipare.

0 Comments

  1. giuseppe brai

    Caro don Alessandro, tu non sei obbligato a lasciare nessuna carica civile che hai percgè un conto è il diritto canonico (che non condivido) e un altro sono le leggi dello stato.

    Che mons. betori chieda di lasciare queste cariche è illecito, illegale e sintomo di una paura irrazionale che non si spiega.

    Non mollare assolutamente.

    Giuseppe Brai
    Sorrivoli

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  2. Maria Teresa Vogel

    Alessandro Santoro, in quanto prete cattolico, secondo la mia visione, ha l’obbligo dell’obbedienza verso il suo Vescovo. Se non se la sente più di rimanere fedele a questo impegno, a mio avviso, invece di fare un atto di disobbedienza, avrebbe potuto dimettersi per operare per i suoi ideali dall’esteno. Questo, secondo me, sarebbe stato un atto coerente, mentre le provocazioni non portano da nessuna parte.
    Maria Teresa Vogel, Firenze

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  3. Ricca

    Don Alessandro avrebbe un modo molto semplice per non lasciare le sue cariche: smettere di essere prete. In quel caso, il Vescovo non avrebbe più su di lui alcuna autorità riguardo all’appartenza a società e associazioni. Ma sarebbe utile per lui e per la comunità? È questo che vuole? La risposta la deve cercare dentro di sè. Certo, la Firenze laicista e anticlericale esulterebbe. Ma cosa c’entrano le battaglie della Firenze laicista e anticlericale con il bene della gente delle Piagge, qualcuno me lo dovrebbe spiegare.

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  4. roberto

    Alessandro carissimo,
    puoi restare dove sei e fare ciò che fai, non entro nel merito di queste attività, che sul piano sociale, in taluni casi possono anche essere stati e rimanere lodevoli. Ma la Chiesa cattolica è un corpo, una comunione, non solo di idee e convenzioni umane, una comunione che ha dato vita ad una regola, un “canone”, che per quanto soggetto a mutare, comunque va rispettato nel momento che si entra e si accetta perfino di svolgerne funzioni e ministeri. La Chiesa ha una Parola rivelata che la orienta e la interpella con esigenza, che per quanto interpretabile, resta un punto fermo. L’altro punto fermo è una tradizione di duemila anni che risale al pensiero degli apostoli, dei Padri e dei Dottori, cioè l’essenza del Magistero stesso.
    Tolto questo la Chiesa è solo una “comunità umana”, ma anche se fosse solo questo nessuno può accettare le regole e poi volerle cambiare in corso d’opera. Libero di farlo, cioè di essere “fuori” da quelle regole. Libera la comunità di sanzionare, anzi prendere atto di ciò che già è nei fatti. l’ideologia c’entra poco, perfino l’interpretazione teologica, per capire ciò che è avvenuto basta la logica, la famosa… ragionevolezza.
    Oggi preferiamo pensare che ciò che sentiamo è vero, e che dunque la verità è soggettiva. Credo che il Far West sia stata l’epopea di questo liberal- pensiero, benchè colorato oggi, in versione laicista moderna, da qualche rifinitura marxisticheggiante. La verità non è un dato “umano”, è tuttavia alla portata dell’uomo non per un suo merito ma per grazia divina, solo per i meriti del Figlio che, nell’Amore che lo unisce al Padre, si dona a noi e ci insegna che tutto è dono e per-dono. Tutto nasce, trova mezzo idoneo e compimento pieno, nell’Amore e nell’unione del divino e dell’umano che non è una cosa spiegabile, con una scienza od una tecnica, un metodo, non è un concetto, un sentimento, ma è un insondabile mistero d’amore, è la persona concreta di Nostro Signore Cristo Gesù. La nostra epoca ha chiuso le porte ed il tetto al mistero ed ha spalancato il pavimento al “misterioso”, ma il mistero di Dio non ha nulla di misterioso, E’ affidamento totale e chiusura di ogni rivendicazione, non è un auto realizzarsi, una lotta contro un nemico visibile da “colpire” ma è un memico occulto che riempe il nostro cuore e lo rende furioso, pauroso o melanconico alternativamente, mai nella PACE, quella vera, che nessuna creatura o cosa creata può dare, ma lasciare con umiltà di cuore che Cristo si realizzi in me. Che Tu possa conoscere per questo mistero abbandondonaTi con tutto l’essere alla tenerezza materna e misericordiosa di Dio.
    Con fraterno affetto,

    Reply
  5. orange

    Lettera aperta a Monsignor GIUSEPPE BETORI

    Arcivescovo di Firenze

    In riferimento alla decisione presa da Lei sull’allontanamento di don Alessandro Santoro, prete alle Piagge, quartiere disagiato della periferia ovest di Firenze, per aver celebrato un matrimonio tra Sandra Alvino, nata uomo ma ora donna e Fortunato Calotta, esprimo il mio personale disappunto. Invocando il diritto canonico, sollevando don Alessandro Santoro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno di alcune realtà che operano all’interno di questo difficile quartiere, come l’associazione Il Muretto e le cooperative Il Cerro e Il Pozzo, Lei ha colpito anche il lavoro prezioso, che il sacerdote, insieme ad altri, ha costruito nel corso degli anni all’interno di questo difficile quartiere, costituendo di fatto un laboratorio di innovazione sociale, rappresentato anche da cose concrete: dal doposcuola per i bambini, alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti, all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale, al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracittà, alla casa editrice Edizioni Piagge.
    Con questo gesto Lei dimostra un atteggiamento non cristiano all’interno della Chiesa, che dovrebbe essere prima di tutto un’emanazione dell’amore di Cristo. Voi oggi vi comportate in un certo senso come quegli scribi e farisei, che davanti a Cristo volevano lapidare la prostituta. Come crede che si sarebbe comportato Cristo di fronte alla richiesta di matrimonio di due sposi che si amano, anche se uno dei due fosse nato uomo e poi diventato donna? Avrebbe applicato la Legge, così come gli avrebbero chiesto molto probabilmente i Farisei, ed oggi il Vaticano, oppure avrebbe prevalso, come nel caso della prostituta, la legge non scritta dell’amore? Voi oggi con questo gesto, e con lei le alte sfere del Vaticano, dimostrate di essere i nuovi farisei, che scambiano la testimonianza della fede, con una pura appartenenza vuota e formalistica, non considerando chi veramente, come nella persona di Don Alessandro Santoro, spende la su vita con gli ultimi, e proprio grazie a questa dimensione non è disponibile a rinunciare alla compassione verso chi è considerato diverso, in nome di una cieca appartenenza ai regolamenti ecclesiastici.
    Come mai il Vaticano, che ai suoi vertici è così attento a mantenere gli equilibri ed i rapporti con i potenti, anche quando questi generano morte e distruzione (vedi amministrazione Bush), senza manifestare sostanziali azioni di condanna, ma rendendosi talvolta addirittura anche complice, è invece così intransigente quando affronta tematiche che in qualche modo sono riconducibili alla sessualità?

    Antonio Sammartino

    Commissario regionale della Toscana del

    ‘Nuovo Partito D’Azione’

    http://www.nuovopartitodazione.it

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