13 novembre 2018

Ferrovie toscane: più passeggeri ma meno treni. I numeri dello smantellamento di Trenitalia

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Quasi tutte le stazioni sono vuote. I capistazione sono presenti solo a Firenze Smn, Empoli, Pisa, Livorno, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Arezzo e Chiusi. Dunque la quasi totalità delle stazioni, che sono relative a città e cittadine di media e piccola grandezza, è abbandonata. Si parla di nuclei urbani come Siena, Grosseto, Pescia, Montecatini, Pontedera, Follonica, Montevarchi. I presidi della polizia ferroviaria sono diventati una rarità. Così le stazioni sono preda di vandali che spaccano i vetri delle porte, imbrattano le sale d’attesa, si portano via i seggiolini. Le biglietterie aprono a singhiozzo. Le conseguenze: aumentano i passeggeri senza biglietto in treno e fioccano le multe. Dato nazionale: le stazioni presenziate attualmente sono 537, diventeranno 385 a fine 2015.

Allarme sulla tratta Firenze-Pistoia-Viareggio. È la linea dell’ispezione di Rossi. «Molto frequentata, ma ad una sola linea – sottolinea il Cat -. Lo scambio dei treni avviene solo agli incroci nelle stazioni, i convogli sono strapieni. Soprattutto fino a Montecatini, andando verso il mare. Nelle ore di punta (7,30-9,30 e 17-19) hanno solo sei carrozze, a bordo contano sulla presenza di un macchinista e di un capotreno. La situazione è al limite, ma Trenitalia non vuole assumere, anzi continua a tagliare».

Diminuiscono macchinisti e operai. Nel 2010 i macchinisti e i capitreno erano 1.434. Gli operai delle linee, delle officine e degli impianti elettrici erano 323. Nel 2013 il settore movimento è sceso a quota 1.329 lavoratori. Quello della manutenzione si è ridotto a 304. Sarà che i treni un giorno andranno da soli. Sarà che le telecamere dentro le stazioni danno una scusa per la sicurezza al responsabile che non c’è più, fatto sta che le denunce dei comitati pendolari e dei politici locali paiono scivolare come sabbia dalle mani rispetto a tagli che vengono decisi a piani forse troppo alti per essere cambiati. Intanto la cronaca continua a battere dove il dente duole. L’ultima è quella del presidente Rossi e dell’assessore Ceccarelli lasciati a piedi dal treno soppresso a Pistoia. Non era così difficile che accadesse visto i ritardi e le cancellazioni all’ordine del giorno. E non è finita qui.

*titolo originale: “Più passeggeri ma meno treni: i conti non tornano”

0 Comments

  1. Mbuto

    Eppure il principe Rossi di Toscana si era degnato per un giorno di mettersi nei panni di pendolare. Evidentemente non gli sono piaciuti perché sceso dal treno tutto è restato come prima. Meglio la macchina di servizio pagata da Pantalone.

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