13 dicembre 2018

Fermi i lavori al Cinema Alfieri, c'è l'amianto

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di Ernesato Ferrara

Cinema Alfieri, fermi tutti c´è l´amianto. I lavori di ristrutturazione dello storico cinema d´essai di via dell´Ulivo, di proprietà di Palazzo Vecchio, sono destinati a durare ancora 6-8 mesi. L´assessore alla cultura Giuliano Da Empoli sperava potessero finire in primavera, al più tardi alle porte dell´estate. E invece no: nella copertura interna si è rinvenuto dell´amianto che in un primo momento si era sperato di poter coprire con una particolare schiuma ma che ora si è deciso di rimuovere definitivamente tagliando la testa al toro, in modo da consegnare ai posteri un lavoro finito. Solo che per una bonifica fatta a regola d´arte, servono non solo altri soldi (finora si sono spesi circa 700 mila euro, si stima ne serviranno altri 100 mila) ma anche più tempo: le opere di ristrutturazione muraria sono praticamente finite ma ora ci sarà da rimuovere le sbarre d´amianto della copertura interna. Un lavoro che andrà necessariamente fatto durante i mesi estivi per via della presenza, nei pressi del vecchio Alfieri, di una scuola elementare. L´eternit, se sfaldato, può diffondere in aria le temute fibre di asbesto: durante la procedura di bonifica c´è il rischio, seppur minimo, che ciò avvenga e dunque si aspetterà l´estate, quando la scuola sarà chiusa.

Dunque l´Alfieri slitta all´autunno. «A settembre o ottobre», incrocia le dita l´assessore Da Empoli. Convinto della necessità di portare a termine il lavoro di bonifica e intenzionato a rilanciare sul serio la sala, facendola diventare sede dei «minifestival» che l´Odeon, la Casa del Cinema della Regione, non può ospitare. E però non solo. Da Empoli pensa anche ad una nuova gara per la gestione. Un colpo a sorpresa dal momento che si pensava che a curare gli eventi dell´Alfieri dovesse essere, sulla base di un precedente affidamento del Comune, la Cooperativa Archeologia di Simone Siliani. «L´orientamento prevalente al momento è quello di un nuovo bando per l´Alfieri», rivela il responsabile cultura di Palazzo Vecchio precisando tuttavia che sono in corso verifiche tecniche da parte degli uffici. E pensare che la Cooperativa Archeologia aveva già tirato su un programma che prevedeva cinema ma anche concerti, conferenze, letture e teatro. Ora si andrà ad un nuovo bando di gara. Chi vince prende il banco. Prende cioè in consegna una sala da 180-200 posti, ristrutturata e rifinita, con un nuovo palcoscenico più profondo, adatto anche ai concerti, e la predisposizione per un solo schermo cinema. E va bene. Ma probabilmente dovrà prendere in consegna anche l´ultima tranche dei lavori, quelli di allestimento. Palazzo Vecchio si farà carico della predisposizione ma non del montaggio degli impianti tecnologici di proiezione e non certo si assumerà l´onere di comprare le poltroncine necessarie. Quale privato si farà avanti per gestire una sala con 180 posti e un solo schermo entrambi da comprare e montare in un momento di mercato così delicato? Persino l´intenzione annunciata nei mesi scorsi dal vicesindaco Dario Nardella di riaprire alcune delle sale del centro storico chiuse da tempo sembra per ora esser naufragata: nulla è riaperto, addirittura Da Empoli sostiene che riaprire i cinema in centro è impresa ostica ma anche «di per sé poco interessante: piuttosto occorre inventarsi delle novità». Si addensano dunque le nubi sul futuro del´Alfieri: che per 30 anni, dal 1979 al 2006 insieme all´Anteo di Milano è stata una delle sale d´essai più vivaci d´Italia. Stefano Stefani, ex gestore del Ciak, salta su: «La Regione sta spendendo 300 mila euro l´anno per l´affitto dell´Odeon, di proprietà privata, quando l´Alfieri, di proprietà del Comune si avvia ad un destino incerto».

Fonte Repubblica

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