19 dicembre 2018

Fermate la speculazione al Banco dei Pegni

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di Franca Selvatici

Un albergo di lusso di quasi 200 stanze nel convento di San Paolino, là dove per oltre un secolo ha avuto sede il Banco dei Pegni. Per l´amministrazione comunale si tratta di un´opportunità di riscatto per via Palazzuolo, assediata dal degrado. Ornella De Zordo di «Unaltracittà»| e la associazione «Gli anelli mancanti» temono invece che l´intervento si riveli niente più che una speculazione senza vantaggi per la città e finisca, al contrario, per accentuare la desertificazione del centro storico. E per tale motivo hanno presentato un esposto alla soprintendenza ai beni architettonici e per conoscenza alla procura della Repubblica.

Secondo gli esponenti, ci sono passaggi critici nella procedura di approvazione della variante urbanistica e del piano di recupero dell´area ed è necessario un attento controllo sulle trasformazioni in atto e sulla loro compatibilità con la tutela del centro storico. Il complesso immobiliare ha una superficie di circa 10 mila mq e si estende da via Palazzuolo, al fianco della chiesa di San Paolino, sino a Borgo Ognissanti, costeggiando l´ex ospedale di San Giovanni di Dio, e lambisce la parte posteriore del celebre Palazzo alla Rovescia. Il convento, le cui prime notizie risalgono all´XI secolo, ha subìto ampliamenti e rimaneggiamenti e dopo essere stato adibito a Banco de´ Pegni è stato sfigurato con la costruzione di strutture per il deposito dei beni in garanzia. Il 21 maggio 2003 la Cassa di Risparmio ha presentato il Piano di Recupero. Il 2 dicembre 2003, l´immobile è stato ceduto alla Sanfrediano Srl., che il 16 dicembre l´ha rivenduto alla San Paolino Hotel & Resorts. Le società fanno capo agli stessi imprenditori (Massimo Paganini, la famiglia Raccah) impegnati nel recupero dell´ex cinema Apollo in via Nazionale.

Per consentire la nascita del grande albergo, Palazzo Vecchio ha approvato una variante urbanistica, riclassificando l´edificio e variandone la destinazione d´uso, che era in parte residenziale. Prima l´ex convento era quasi per intero in classe 1 (edifici di particolare interesse storico, parificati agli edifici vincolati, per cui sono ammessi solo interventi di restauro). Con la variante è rimasta in classe 1 soltanto la facciata fra via Palazzuolo e piazza San Paolino. Per tutto il resto sono consentiti in parte lo svuotamento e la ricostruzione interna, in parte la demolizione e ricostruzione con aumento di superficie. Applicando in maniera che gli esponenti ritengono discutibile una norma non reiterata nel nuovo Piano Strutturale, è stato consentito agli investitori, che provvederanno a riqualificare un tratto di via Palazzuolo, di monetizzare la quota del 20% di superficie da destinare a residenze ad affitto agevolato, prevista nei casi di demolizione e ricostruzione. Niente residenze sociali. Così, secondo gli esponenti, la zona si spopolerà ancora di più. Sorgerà anche un parcheggio sotterraneo: con il rischio che vadano perdute strutture di interesse storico-architettonico o archeologico.

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