"Fenomeni", per ridere dell'Italia e della sua povera politica

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di Lucia Evangelisti

Un Saschall strapieno si spella le mani per ringraziare di tanta creatività. E lui, a sua volta, ringrazia commosso il pubblico di Firenze. Vero è che per un attore comico l’attuale momento politico è una fucina di spunti (almeno quelli!). Per dirla con un suo monologo: “Un paese di fenomeni, un paese dove c’è la Fiat che salva la Crysler! I fratelli Elkan a stelle e strisce: John penserà alle stelle, Lapo alle strisce. Chiudiamo una fabbrica al Sud, a Termini Imerese, per salvarne una al Nord, però a Detroit.” Oppure “Riusciamo a fare solo le cose difficili… le cose facili ci annoiano… Per esempio, prendi la Freccia Rossa: 3 ore e mezzo per andare da Milano a Roma. Grazie alle ferrovie italiane, sulla tratta Milano-Roma, il treno adesso vince sull’aereo. Purtroppo, invece, sulla tratta Milano-Voghera, il treno perde ancora sulla bicicletta…”

Però la parte dello spettacolo teatrale che rimane più viva nel ricordo, per strano che possa sembrare, è tutt’altro che comica. A descriverla si capisce perché. “Farabutti” urla uno spettatore quando Maurizio denuncia che lo scudo fiscale è passato per 20 voti e i parlamentari del PD assenti in aula erano 22.”Non si sentivano preparati…..A che cosa?” commenta.

Il culmine della serata è poi lo sketch su Napolitano, novità assoluta, così affettivo che si ride con una gran tristezza. Questo grande vecchio, che è come cammina, deciso, pulito ed energico, chiaro e diretto nei discorsi quando poteva permetterselo, è costretto invece ora a ratificare decreti legge, costruiti ai limiti della legalità, che questo governo continua a scodellare. Non si può dare l’idea con le parole. Va visto. E se è vero che gli unici due spettacoli in Toscana, Grosseto e la sera dopo Firenze, sono già stati, ci sono tante repliche di “Fenomeni”, che dura fino a Dicembre. Cercate su internet le date dello spettacolo più vicine a casa vostra.

Non perdetevelo, anche a costo di fare un po’ di chilometri. E’ una serata “politica” che fa ridere, tanto. E di questi tempi, un tale miracolo va rincorso per l’Italia. Anche perché non è raccontabile: E se la parodia del Brunetta risulta meglio in TV, costruita con gli effetti speciali, piccolo Crozza su grande poltrona, inattuabili in teatro, al contrario l’architetto Fuffas e lo Zichichi (come diavolo lo chiama?) risultano godibilissimi in diretta col pubblico. Senza contare che, attraverso tutti i suoi monologhi, le musiche, i personaggi celebri e non, Maurizio ci racconta un’Italia che difficilmente potremmo vedere in televisione.

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