10 dicembre 2018

Fantasmi a Palazzo

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Mai più, mai più. Così fu solennemente promesso dal Sindaco e dalle istituzioni all’indomani del tragico rogo che provocò la morte della piccola Silvana tre anni fa al Poderaccio.
E invece, ci risiamo. Questa volta, per fortuna e per caso, non ci sono vittime, o per meglio dire non ci sono morti né feriti. Come scrive Vedat Dibrani – rom fiorentino collaboratore dell’Altracittà – le vittime ci sono, e sono sempre le stesse. Intere famiglie che hanno perso tutto e che devono ricominciare da capo, un’altra volta. Molti vengono dal Kossovo, dove avevano una casa vera, un lavoro, i bambini andavano a scuola. Fuggiti dalla guerra, hanno trovato da noi questa accoglienza: un campo “non ufficiale” dove arrangiarsi a vivere. In quello ufficiale, il Poderaccio, stanno per partire con grave ritardo lavori di ristrutturazione che lo trasformeranno in un villaggio più dignitoso con casette prefabbricate. L’assessore Monciatti e il presidente del quartiere 4 Cruccolini hanno annunciato in questa occasione che tutto sarà pronto in quattro mesi, e a fine ottobre tutti i rom residenti al Poderaccio avranno la loro nuova “casa”. Monciatti e Cruccolini si sono impegnati per iniziare da quel momento i lavori di ampliamento del Poderaccio “nuovo” – per cui, assicurano, ci sono già i finanziamenti regionali – dove sistemare i quasi duecento sfollati del fu campo Masini.
Quindi, se facciamo bene i conti, nei primi mesi del 2004 tutti avranno un tetto sulla testa. Staremo a vedere, e vi racconteremo se alle intenzioni sono seguiti i fatti. Per ora dobbiamo constatare, e spiace dirlo ancora una volta, l’assenza di una linea politica coerente in materia di accoglienza. Come si spiega ad esempio il recente sgombero dall’area piaggese sotto il ponte dell’autostrada di 60 persone, svegliate all’alba dalla polizia e buttate senza esitazione – per “ragioni di sicurezza”, è ovvio – in mezzo a una strada? Chi ha dato il via a questa operazione, chi non ha pensato ad una sistemazione alternativa da offrire? Marzia Monciatti giura “Non ne sapevo niente!”.
Forse le stesse ruspe han fatto pulito anche sui suoi poteri di assessore all’immigrazione…

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