24 settembre 2018

Facciamoci ancora del male…

image_pdfimage_print

dopo una lunga e snervante seduta, il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti dell’ATO6 – in pratica l’Area Metropolitana fiorentina; piano che come ormai saprete prevede tra le altre nefandezze la costruzione di un termovalorizzatore all’Osmannoro nel bel mezzo della Piana Fiorentina.
Le reazioni della società civile che si oppone alla costruzione di quello che definiscono ‘inceneritore’ si possono riassumere nelle parole di Massimiliano Varriale, responsabile del settore rifiuti del WWF Toscana: ”questo piano dei rifiuti non gestirà un bel nulla, condizionato com’è dalla logica basata sugli inceneritori su cui si fonda, logica che stravolge completamente le priorità della Comunità Europea in tema di gestione dei rifiuti che spingono soprattutto sulla prevenzione della produzione dei rifiuti stessi e sulla raccolta differenziata finalizzata al recupero di materia. Le centinaia di miliardi di lire che la Provincia di Firenze prevede di spendere per gli inceneritori a fronte delle poche centinaia di milioni per politiche di riduzione sono la prova migliore di come il piano rifiuti non abbia il coraggio di mettere in discussione uno stile di vita puramente consumistico basato sull’esaltazione dello spreco di risorse e quindi non può che essere insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e sanitario.”
Il vero problema è dato dal fatto che questa approvazione è arrivata solo pochi giorni dopo che sono stati resi noti i primi preoccupanti risultati della Valutazione di Impatto Sanitario che la Provincia stessa ha fatto svolgere ad un gruppo di lavoro coordinato dalla Dott.ssa Eva Buiatti e dall’Ing. Andrea Corti, per verificare scientificamente l’impatto dell’eventuale nuovo impianto dell’Osmannoro sulla salute degli abitanti della Piana. I primi risultati sono così preoccupanti che più che dare un “disco verde” all’idea di costruire il termovalorizzatore all’Osmannoro imporrebbero uno “stop” in vista di nuovi studi più approfonditi.
Proviamo ad analizzare alcuni di questi primi risultati. Anche gli inceneritori attuali, così come quelli di vecchia concezione, emettono sostanze nocive (ossidi di azoto e zolfo, cadmio, mercurio, piombo, benzene, polveri, diossine, gli IPA ovvero idrocarburi policiclici aromatici, ecc.). In almeno due Comuni interessati dall’ormai dismesso impianto di San Donnino che verranno anche coinvolti dal termovalorizzatore futuro, sono rilevabili sensibili aumenti dei casi di patologie tipiche di questi impianti (tumore polmonare maschile, neoplasie respiratorie, linfoma non-Hodgkin femminile, malformazioni urogenitali, silicosi).

Nonostante questi risultati l’alleanza di centrosinistra che attualmente governa la Provincia di Firenze non si è fatta alcuno scrupolo di approvare il piano rendendo difficile, nonostante le promesse fatte prima e dopo il dibattito, far retromarcia in futuro, anche se i risultati definitivi della V.I.S. sconsigliassero decisamente la costruzione del termovalorizzatore. Gli ambientalisti e i Comitati contro l’inceneritore promettono battaglia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *