14 novembre 2018

EZLN, dallo sfruttamento alla rivolta

image_pdfimage_print

Il Chiapas è una delle regioni dove si concentra maggiore ricchezza di risorse e maggiore povertà di tutto il Messico; i prodotti delle sue terre sono legati al commercio internazionale fin dai primi anni della conquista e continuano ad esserlo creando scenari di contraddizione tra il capitale locale, nazionale e internazionale. In Chiapas convivono metodi di sfruttamento moderni e arcaici, forme nuove e vecchie di appropriazione delle risorse naturali con una conseguente e continua depredazione dell’ambiente.
In Messico vivono circa 10 milioni di indigeni, molti di loro si trovano proprio in Chiapas, sono loro che continuano nel tempo a tramandare l’ancestrale cultura maya, sono loro che proteggono e rispettano ancora il territorio e la natura e che continuano a vivere nei luoghi dei loro avi, e sono sempre loro che vengono emarginati e sfruttati da una società che corre senza curarsene.
Il primo gennaio 1994 per la prima volta il mondo sentì parlare dell’EZLN, degli indios messicani, non per i loro abiti colorati, per gli occhi e i capelli color caffè ma, perché si erano ribellati, quel giorno avevano tirato su la testa contro il commercio che li distrugge, lo stato che gli ignora, il mondo che li aveva dimenticati.
Sono passati più di 11 anni da quel giorno, da quando Marcos ha abbandonato gli abiti civili, ha celato il suo volto dietro a un passamontagna e ha appoggiato la questione indigena, molte cose sono cambiate da allora, il mondo li conosce, spesso li sostiene e loro dalle montagne del sud est messicano continuano a combattere una lotta giusta e senza più armi per la dignità, la terra e la libertà.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *