Ex panificio militare: nella favola della partecipazione la strega cattiva ha un’impresa di costruzioni

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Per la maggioranza che governa Palazzo Vecchio la democrazia partecipativa va teorizzata ma non praticata. La vicenda dell’ex Panificio militare è esemplare. La struttura militare di via Mariti è stata acquistata dalla società Baldassini, Tognozzi e Pontello per una cifra che oscilla tra i sette e gli otto milioni e mezzo di euro. L’idea degli acquirenti è di sfruttare l’investimento con progetti immobiliari il cui unico obiettivo è la redditività, nonostante da un punto di vista urbanistico l’area sia tuttora definita come militare. Gli abitanti della zona si sono riuniti in un comitato cittadino (www.coexpami.it) e hanno elaborato con metodo partecipativo una proposta alternativa che è stata trasformata in mozione consiliare da Unaltracittà/Unaltromondo e Rifondazione, recependo alcune indicazioni emerse dal Piano Strutturale come la eccessiva edificazione della zona e la mancanza di spazi pubblici. Grazie alla mozione i cittadini chiedono di valorizzare il processo partecipativo, di abbandonare i progetti residenziali speculativi, di attrezzare giardini, spazi sociali, ricreativi e culturali, di riequilibrare un territorio già sovraccarico di progetti di tipo urbanistico. Il Consiglio comunale ha però bocciato la mozione, mentre ne ha approvata una nuova che rimanda tutto a successive decisioni. Il futuro dell’area rimane incerto, sta ai cittadini rimanere vigili per scongiurare l’ennesima speculazione. Delude la giunta Domenici: se a parole sostiene la ‘partecipazione democratica’, tanto da inventare addirittura un assessorato, nei fatti blocca quelle iniziative di democrazia partecipativa che hanno il merito di scoraggiare i profitti di pochi per tutelare gli interessi di tutti.

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