Ex scuola Elsa Morante. Cosa si nasconde in via Orsini 44?

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di Giuseppe Sorgente*

Il mondo dell’associazionismo toscano occupa da decenni un ruolo rilevante all’interno della vita  sociale cittadina, offre servizi, assistenza sanitaria, tutela dei diritti e tanto altro ancora; un importante binomio vista la storia della nostra città è quello tra cultura e associazionismo. Alla luce delle politiche che vengono attuate sia a livello nazionale che locale in questo settore vi sono sempre meno risorse, ma nonostante ciò gli sforzi di chi si impegna a mandare avanti questi servizi non mancano mai; con ciò vorrei capire quale ruolo sia giusto dare e quale vorrà attribuire l’amministrazione comunale fiorentina a questa realtà?

Nei giorni scorsi su molti quotidiani cittadini abbiamo letto, tra i beni alienabili allegati alla previsione di bilancio 2010, anche la ex Scuola Elsa Morante di via Orsini, 44; ma cosa si nasconde dentro questo edificio al quale poco più di un anno fa sono stati rifatti dalla stessa amministrazione comunale importanti lavori di ristrutturazione al tetto e alle facciate? Nella targa accanto al portone appare ancora l’insegna della scuola, invece le cose sono un po’ cambiate: Centro Culturale Elsa Morante, è questo che da circa dieci anni occupa i locali dell’ex scuola di Via G.P. Orsini 44.

Nel 1997, con un accordo tra Comune e associazioni, nacque l’idea di riutilizzare questi spazi per ospitare alcuni istituti che operavano sul territorio fiorentino; inizialmente furono cinque a sottoscrivere le convenzioni con i relativi contratti d’affitto, Archivio storico “Il Sessantotto”, Forum per i problemi della pace e della guerra, Istituto Gramsci Toscano, Italia Nostra e Legambiente poi pian piano si sono aggiunte Amnesty International, Centro Unesco di Firenze, Fondazione La città di ieri per l’uomo di domani e Testimonianze prendendo posto nelle ultime stanze ancora libere.

L’idea di queste associazioni, che hanno professionalità che spaziano dall’ambiente alla tutela del patrimonio artistico, dalla difesa dei diritti sino allo studio dei conflitti sociali umanitari, non era semplicemente quella di trovare un ufficio dove poter tenere il proprio materiale o organizzare il proprio lavoro, ma di creare uno spazio aperto alla cittadinanza, per ciò sono stati allestiti un archivio di quotidiani, riviste e manifesti, alcune biblioteche inserite nella rete SDIAF (Sistema documentario che riunisce in rete i cataloghi delle biblioteche e degli archivi dell’area fiorentina), una sala conferenze in cui regolarmente si organizzano e si ospitano conferenze, dibattiti, mostre, scuole di teatro, rassegne cinematografiche.

Gli istituti dell’Elsa Morante oltre ad impegnarsi con  importanti progetti a livello locale e nazionale, lavorano anche ad iniziative europee, internazionali, e sono impegnati a tenere viva e aperta alla cittadinanza una struttura che forse altrimenti sarebbe stata abbandonata come alcune di quelle citate tra i beni alienabili.

Con queste poche righe, a nome di tutte le associazioni che rappresento, vorrei solo venisse fatta una semplice riflessione riguardo al ruolo che sta vivendo la cultura nel nostro paese e quale vogliamo affidarle per il prossimo futuro, con ciò ritengo giusto che l’amministrazione comunale alieni strutture in disuso oppure fondi commerciali, ma la ricchezza più grande che Firenze possiede è la cultura e all’interno dell’Elsa Morante se ne “produce” tanta, oltre al fatto che riteniamo sia un’eccellenza per la città avere in una stessa sede nove associazioni che condividono uno spazio comune mettendolo a disposizione di tutta la comunità.

* Presidente del Centro Culturale Elsa Morante
www.centroelsamorante.it

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