Ex Meyer, da occupazione abusiva a centro rifugiati

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di Katia Raspollini

L’ex Meyer è stato assegnato ufficialmente ai somali che lo occupavano. Questo è avvenuto perché  gli stessi occupanti si sono costituiti in Associazione di Mutuo Soccorso, a cui il Comune ha potuto, con una delibera di giunta di fine maggio, concedere l’immobile di via Luca Giordano per la realizzazione di un Centro di reinserimento per rifugiati e richiedenti asilo.

L’Associazione di Mutuo Soccorso prende il nome di Abucar Moallim, morto nel 2007, che era uno dei punti di riferimento per la comunità somala a Firenze. In sua memoria, i 47 somali che occupavano l’edificio, con il supporto del Movimento di Lotta per la casa, hanno richiesto al comune di Firenze di poter avere in locazione lo stabile in cui vivevano dallo scorso novembre, dopo esser stati sgomberati dall’ex scuola Itis di via Pergolesi. Il comune ha accolto questa richiesta e adesso l’occupazione del locale si è trasformata in una regolare assegnazione con finalità di reinserimento sociale. Gli accordi fra il comune e l’associazione prevedono che il locale sia ristrutturato per quanto concerne i servizi sanitari e debba essere sottoposto a procedure di manutenzione. Per i lavori il comune stanzierà inizialmente una somma pari al 30% del totale di spesa ed il restante 70% al termine dei lavori, con la presentazione delle spese effettuate dall’associazione. I somali che fanno parte dell’associazione e che vivono nello stabile verseranno al comune un canone di locazione pari a 300 euro mensili. Il contratto ha la durata di sei anni, fino a quando, come prevede Dario, un attivista del movimento, i locali dovranno essere lasciati per far posto ai binari per l’alta velocità. Restano però irrisolte altre difficoltà per queste 47 persone, che, pur vivendo nei locali di via Giordano, non possono averli riconosciuti come propria residenza. Conseguentemente non possono accedere in modo regolare ai servizi sanitari e all’iscrizione all’ufficio di collocamento, pur avendo, oltre ad un regolare permesso di soggiorno, fatto domanda per il riconoscimento dello status di rifugiati politici.
Difatti quello che li accomuna nel loro percorso di migrazione è l’essere riusciti a scappare da una guerra, l’esser sopravvissuti all’attraversamento del deserto e alle prigioni libiche e di aver scampato il naufragio nel mediterraneo. Solo pochi di loro hanno ottenuto lo status di rifugiati e alla maggior parte, come ci dice Dario, è stata concessa la protezione umanitaria, che esonera lo stato dal dover elargire ad ognuno 24 euro al giorno. In più molti di loro saranno sottoposti a processi penali per occupazione abusiva. Adesso,mentre la Regione Toscana approva una nuova legge sull’immigrazione che prevede alcune misure di assistenza anche per i clandestini, la Corte di Cassazione delibera che anche chi ha fatto domanda per rifugiato politico ma sia privo del permesso di soggiorno possa essere espulso. Un cane che si morde la coda: senza permesso di soggiorno vieni espulso anche se rifugiato politico, se hai il permesso di soggiorno ed anche la protezione umanitaria, come i 47 somali di via Giordano, non puoi accedere alla residenza.

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